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![]() la storia dell’arboreto dal 1998 al 2004 Se ci fu permesso di scegliere dobbiamo aver riflettuto a lungo. wislawa szymborska Inizio. Un intelligente incipit di françois julienne recita: “Il saggio, diciamolo subito, è senza idee. Senza idee significa che evita di mettere un’idea davanti alle altre: le tiene tutte ugualmente possibili, ugualmente accessibili, senza che nessuna, passando davanti, finisca per nascondere l’altra, faccia ombra all’altra, senza che nessuna sia privilegiata.” Errore e popolarità. Così ci sentiamo ora: in quella magica posizione di chi lascia scorrere tutte le idee senza elogiarne nessuna. Senza raccontare che le idee passate sono le migliori e che le prossime saranno le eccellenti. Esiste solo la volontà di mantenere la memoria, di osservare le tracce lasciate sul sentiero, le esperienze compiute e i pensieri generati. Scrivere alcune precisazioni come fossero le tappe di una progettualità già svolta e ancora in divenire, un utile sdoppiamento per ritrovare un’identità: disponibili a ripartire per cambiarla. Nessuna saggezza, senza enfasi e senza scherno delle nostre azioni, solo il racconto di un accaduto. Abbiamo riflettuto e ponderato ogni sillaba di questo possibile discorso non accorgendoci che in due parole era nascosto tutto quello che volevamo dire. Errore e popolarità. Abbiamo sbagliato, naturalmente. Ma abbiamo avuto anche successo, naturalmente. Tutto qui. E questo solo perché l’arboreto è sopra ogni altro dire un progetto, una zona in cui esiste l’irrequietezza e la ragione, il possibile e il desiderato. Quando sei anni fa abbiamo dovuto scegliere tra il fare e il lasciar essere tutto com’era, tra una scelta di rischio e una di conservazione, la prima ha preso il sopravvento. Abbiamo preferito il dubbio dell’entusiasmo, l’incertezza della razionalità, il fascino dell’incompiuto. Abbiamo deciso di dedicarci alla cura di un parco e una casa abbandonati, di avvicinare un’idea rischiosa proprio per i principi elementari che in essa si nascondevano. Abbiamo incontrato un piccolo paese, un ritmo lento, una strada in salita da percorrere. Abbiamo creduto in una possibilità senza pensare che fosse l’unica. “In questo spazio franco, enclave dell’empatia sull’appennino romagnolo, si rileva un segnale chiaro e sereno di alterità culturale che risponde al mondo accelerato con un elogio della bellezza nella lentezza.” Questo dice di noi carlo infante pensando agli eventi realizzati: gli spettacoli, le azioni del corpo e della mente, le musiche e i festival I nomadi del cuore. Oggi potremmo ripensare all’arboreto come un ecosistema, la sua vera intuizione naturale che diventa anche culturale. Un ambiente che possa accogliere in armonia un insieme di relazioni, di rapporti tra più discipline come succede per le tante e diverse specie arboree. Parsimonia. Ci percepiamo pieni di sguardi. Quelli che ci portiamo addosso, attenti o giudicanti, e quelli, i più importanti, che portiamo dentro. Di loro vorremmo dire senza raccontare, con parsimonia di parole. È solo nell’incontrarli che ci siamo affermati. Sguardi PerCorsi. RICCARDO CAPOROSSI, LA NUOVA COMPLESSO CAMERATA, FRANCESCA POMPEO E GIOVANNI TRABALDO DEL TEATRO AGRICOLO, RENATO CURCI, CÉSAR BRIE E TEATRO DE LOS ANDES, LABORATORIO TEATRALE LA SERRA, CARLO INFANTE, GIANLUCA REGGIANI, GUGLIELMO MASETTI, TANALIBERATUTTI, PIPPO DELBONO, PEPE ROBLEDO, BOBÒ, GUSTAVO GIACOSA, CRISTINA VALENTI, EMILIO POZZI, VITO MINOIA E IL CENTRO TEATRALE AENIGMA, MIMMA GALLINA, ROBERTO NACCARI, ASSOCIAZIONE RROSE SÈLAVY, GIANNI MARTINI, GUIDO HARARI, PRO LOCO DI MONDAINO, PIER PAOLA VOLPONES, MILENA GASPARINI E PIERANGELO OTTAVIANI, ALBERTO GRILLI E GLI ATTORI DEL TEATRO DUE MONDI, LECH RACZAK, DANIELE NANI, PHELAN BLACK, FRANCESCA FROLLO E PATRIZIA TABARELLI, PAOLO VERGNANI, THOMAS OTTO ZINZI, TEATRO DELLA CENTENA, PAOLA TORRINI, LUIGI BERARDI, MARCELLO CHIARENZA, ALESSANDRO LA MOTTA, CARLO MEGA, ASSOCIAZIONE TREDICI TORRIONI - LI ZANZERI, LEGA ITALIANA IMPROVVISAZIONE TEATRALE, MONICA FRANCIA, ROBERTO BISELLI, LINO CLEMENTI, MAURIZIO STUPIGGIA, GIUSEPPE LEARDINI, STEFANO CARLINI, CARLO LOTTI, COMPAGNIA BABBALUCK, ASSOCIAZIONE FATAROBA, CESARE RONCONI E IL TEATRO VALDOCA, DANIO MANFREDINI, SIMONE ZANCHINI, PEPE MEDRI, UMBERTO GIOVANNINI, CRISTIAN SALI, ANTONIO COATTI, NAIRA GONZALEZ, COMPAGNIA DONATI-OLESEN, VALERIA OTTOLENGHI, MARCUS ACAUAN E BARBARA SARTORI DELLA COMPAGNIA CARAGIPAU, STEFANO BISULLI, LUIGI WEBER, VALERIA DE TOMMASO, CATERINA STACCIOLI E I DETENUTI DELLA Se.A.T.T. COMITATO CARCERE CITTÀ - RIMINI, CLAUDIA CONTIN E FERRUCCIO MERISI, MICHELE ABBONDANZA E ANTONELLA BERTONI, GASPARE BERNARDI E ANDREA FACCA, OPLAS TEATRO DANZA, GIAMPIERO RIGOSI, RAFFAELLA GIORDANO, MARCO MONTAGUTI, GIORGIO ROSSI, ENRICO CASAGRANDE, DANIELA NICOLÒ E GLI ATTORI MOTUS, MARIANGELA GUALTIERI, MICHELE DI STEFANO, ISABELLA BORDONI, MANLIO BENZI, MARCO PAOLINI, FRANCESCO NICCOLINI, LAURA CURINO, PAOLO PUPPA, MASSIMO BUBOLA, MARCO CAVICCHIOLI, COMPAGNIA KO-REKANÈ, MARCO MARTINELLI, ERMANNA MONTANARI, LUIGI DADINA E GLI ATTORI DEL TEATRO DELLE ALBE, MICHELA LUCENTI E I DANZATORI DE L’IMPASTO, LEGAMBIENTE, SALVATORE D’ACQUA, PAOLA BALDARELLI, EMANUELE CONTI, EMILIANO RODRIGUEZ, ASCANIO CELESTINI, ROBERTO CASTELLO, JACK PAINTER, GILBERTO BIANCHI, ALFONSO SANTAGATA, TEATRO DELLE ARIETTE, MONICA COLOSIMO, MASSIMO MARINO, RENATA MOLINARI E I PROTAGONISTI DI CITTÀ IN CONDOMINIO, CLAUDIO MORGANTI, KINKALERI, BARBARA BOSCHI, FRANCESCO BOCCHINI, EMMA DANTE E LA COMPAGNIA SUD COSTA OCCIDENTALE, MARCO BERTOZZI, GIACOMO VERDE... TUTTI I RAGAZZI, GLI ADULTI E I BAMBINI CHE CON LORO HANNO LAVORATO. Seguito. Ogni inizio è solo un seguito. Nella primavera 2003 è stata messa a dimora la pianta del teatro, un germoglio di grandi dimensioni e attese: piena di luce e frutti. Sarà un luogo per accogliere il lavoro d’artista e d’artigiano, i pensieri poetici e i gesti. Oggi esiste un cantiere condivisibile per ipotesi, proposte, possibilità per vivere in questa dimora. A partire da quello che siamo stati fino a qui: le residenze creative, i laboratori, le produzioni, l’ospitalità di riflessioni. Per proseguire con chi avrà altri suggerimenti, altre idee da seminare e da far crescere. Per la necessità di incontrare ancora nuovi sguardi. back to top |
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