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dal 13 al 18 giugno
in quiete
residenza creativa di Korekané
in preparazione del nuovo spettacolo dedicato a Ingmar Bergman
coproduzione
Korekanè, l'arboreto di Mondaino
con il contributo della Provincia di Rimini – Assessorato al Turismo
“Vedi
come il fumo trema e si abbarbica sotto il tetto come se avesse
paura dell’ignoto.
Eppure se si librasse nell’aria troverebbe uno spazio infinito
dove volteggiare.
Ma forse non lo sa, e così se ne sta qui nascosto e tremolante
e inquieto.
Con gli uomini è lo stesso.
Essi vagano inquieti come tante foglie al vento per quel che sanno
e per quel che non sanno.”
I. Bergman
“da
dove viene questa inquietudine?”
Siamo partiti da questo interrogativo comune per indagare e analizzare
meccanismi e sentimenti che, all’interno del nucleo familiare,
influenzano ciascun componente, condizionando, in maniera spesso
indelebile, la sua esistenza, poiché la famiglia è
il primo ambiente con il quale veniamo a contatto e dove ciascuno
di noi si forma.
“in-quiete” ha per noi un duplice significato: da
un lato questo senso di disagio che da sempre sentiamo, dall’altro
il raggiungimento della pace eterna.
Bergman ci ha dato l’occasione di ricreare un modello familiare
entro il quale ricercare questi rapporti ‘malati’.
Una casa racchiude quattro donne e un uomo, si ritrovano costretti
a condividere gli ultimi momenti di una di loro. L’attesa
forzata in questo ambiente chiuso e familiare li trova a confrontarsi
con fantasmi della memoria, fiducia e meschinità si alternano
in questo fragile e silenzioso girotondo con le mani strette ed
intrecciate con quelle calde della morta-viva.
Korekané
si costituisce a Gennaio 2001 dall’incontro di un gruppo
di attori provenienti da diverse esperienze teatrali. Uno dei
principi base dell’Associazione è la formazione,
per questo sono stati frequentati corsi e stage con diversi professionisti.
Il nome della compagnia viene dalla rielaborazione di una canzone
di Fabrizio De André dedicata al popolo rom. Come i rom
noi siamo senza casa, ma questo non significa che non riusciamo,
grazie alla collaborazione di altre associazioni, a realizzare
comunque i nostri progetti. Ci stiamo indirizzando sempre più
verso il Teatro di Ricerca, perché sentiamo il bisogno
di comunicare le nostre idee attraverso nuove forme teatrali,
che restino il più possibile legate alla semplicità
della scena, alla centralità dell’attore, alla capacità
di emozionare e al rapporto diretto con il pubblico.Il nostro
vuole essere un teatro comprensibile a tutti, che mostri l’assurdità
del mondo che ci circonda, rendendolo ridicolo nella sua bruttezza
e mostruoso per la sua inadeguatezza.
Elisabetta Gambi, danzatrice di formazione contemporanea,
ha lavorato con alcune realtà del teatro di ricerca (Teatro
Valdoca, compagnia Monica Francia, con la quale viene premiata
al concorso coreografico internazionale di Parigi “Prix
Volinine”, gruppo Amadossalto, Roberto Castello, l'Accademia
della Follia di Claudio Misculin, le coreografe Claudia Bruni
e Anna Russo, compagnia Bassini e Bruni). Negli anni 1999-2001
si trasferisce a Barcellona, dove collabora con la Fura des Baus,
il coreografo Pepe Havia e l’attrice brasiliana Lucimara
Macedo. Negli ultimi anni ha intrapreso un percorso performativo
personale con gli assolo Stati Interrotti e Fugaci-Funi
e ha partecipato a progetti con artisti di formazioni differenti.
Sempre più vicina ad un teatro-fisico si muove nel tentativo
di individuare un proprio codice espressivo basato su tematiche
intime ed animato da impulsi primordiali.
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17 e 18 giugno,
ore 21.15
Teatro Dimora, Mondaino
Korekané
in
quiete
dedicato a Ingmar Bergman
con Chiara Cicognani, Elisabetta Gambi, Alberto Guiducci, Stefania Tamburini,
Monica Vandi
regia di Chiara Cicognani, Elisabetta Gambi
luci di Fabrizio Piro
coproduzione Korekanè, l'arboreto di Mondaino
con il contributo della Provincia di Rimini – Assessorato al Turismo
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