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2008
| “Bisogna
prendere atto che la cultura nella quale siamo immersi dà
grande enfasial risultato e al prodotto piuttosto che al processo,
al percorso della produzione.
Va invece riconosciuto a ogni essere umano un bisogno non esclusivo
dell’infanzia, dell’adolescenza, dell’artista
o dello scienziato: giocare la vita nel senso di mettere in gioco
tutto ciò che giochiamo troppo poco o non giochiamo affatto,
mettere in movimento ciò che rischia di arrestarsi o che
si è pericolosamente irrigidito”.
Fulvio Scaparro, La bella stagione. Dieci lezioni sull’infanzia
e sull’adolescenza |
Danio
Manfredini - Il Lavoro
dell'attore >>>
Elena
Bucci - Regina la paura
>>>
Raffaella
Giordano - L'Altro
II >>>
dal
2 al 7 settembre
Il lavoro dell’attore
laboratorio di teatro
condotto da Danio Manfredini
posti esauriti
Un laboratorio
a partire da Danio Manfredini e dalla sua personale esperienza
artistica che si basa sulla ricerca delle possibilità espressive
dell’attore, figura che egli concepisce come un creatore,
come materia viva il cui estro nasce da un profondo lavoro su
di sé, dalla sua intimità e consapevolezza.
Il corpo è il principale fondamento di questo percorso
e l’attraversamento fisico il punto di ascolto fondamentale.
Danio
Manfredini è artista tra i più significativi
del panorama italiano;
autore, regista, attore di grande intensità e prezioso
riferimento delle nuove generazioni teatrali, nel corso di più
di vent’anni ha messo in scena spettacoli di grande rigore
espressivo e allo stesso tempo di grande comunicatività
ed efficacia; serbatoi di visioni interiori e di una grammatica
drammaturgica complessa e raffinata – summa di
pittura, danza e poesia – che rappresentano dei punti fermi
della contemporaneità:
La crociata dei bambini (1984), Notturno (1985),
Miracolo della rosa (1988, Premio speciale Ubu), Misty
(1989), La vergogna (1990), Tre studi per una crocifissione
(1992/2007),
Al presente (1997, Premio Ubu miglior attore), Hic
desinit cantus (2000),
Cinema Cielo (2003, Premio Ubu miglior regia) e Il sacro segno
dei mostri (2007).
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Selezione su curriculum che dovranno pervenire via mail entro e non oltre venerdì 27 giugno 2008 al nostro indirizzo info@arboreto.org
Solo le persone selezionate saranno contattate entro il 15 luglio via mail e potranno procedere all'iscrizione.
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dal
16 al 21 settembre
Regina la paura
Ovvero talismani e antidoti ovvero pronti a morire
ovvero essere pronti è tutto
laboratorio di teatro
condotto da Elena Bucci (Le Belle Bandiere)
posti esauriti
“Il
teatro è stato ed è un formidabile strumento per
avere coraggio e per trasmetterlo ad altri. Questo laboratorio
è il primo atto di prova di un progetto mite ma sfidante
la grande paura che permea questo tempo e tutti noi. Confida nel
potere di rinnovamento insito in ogni crisi economica e della
cultura. Incongruamente, sceglie una fratellanza e non una guerra.”
(Elena Bucci)
La
prima intuizione nasce dal progetto Bambini (2003), condiviso
con Claudio Ballestracci, Davide Reviati e l’associazione
Rrose Sélavy. Nel tempo si è sviluppato attorno
a un gruppo di attori tra i quali Gaetano Colella, Marco D’Amore,
Nicoletta Fabbri. Un laboratorio rivolto a coloro che intendono
condividere un tratto di strada comune.
Elena
Bucci, attrice, autrice, regista è figura di spicco
del teatro italiano; negli anni Ottanta ha fatto parte del “nucleo
storico” della compagnia di Leo De Berardinis con cui ha
messo in scena numerosi e importanti spettacoli; nel 1992 ha fondato
con Marco Sgrosso la compagnia Le Belle Bandiere, artefice di
lavori molto fortunati e da tempo impegnata in un intelligente
rilettura dei grandi classici della letteratura teatrale per cui
nel 2007 – per Le Smanie per la villeggiatura e
Macbeth – ha vinto il Premio Hystrio-Altre Muse
e il Premio Eti-Gli Olimpici del Teatro. Molteplici le collaborazioni
di Elena Bucci con registi, attori, danzatori, artisti, compagnie,
festival, dove la sua opera ha compiuto attraversamenti nel teatro,
nel cinema, nella musica e nell’arte; molteplici i progetti
a cui ha dato forma fra cui, recentemente, “Terramatermatrigna”,
“La città del sonno”, “Canti per elefanti”,
“Autobiografie di ignoti” e “Sonhos”.
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dal
23 al 28 settembre
L’Altro II
laboratorio di danza
condotto da Raffaella Giordano (Associazione Sosta Palmizi)
posti esauriti
“Senza
mancare di attraversare l’ariosità del soffio e l’intensità
della materia, vorrei continuare a indagare il processo di riconoscenza
dell’Altro inteso come motore di crescita e di vitalità.
Alchemica combinazione, la presenza di Altro feconda e informa
lo spazio. Altro è individuo, porzione di spazio, mondo,
sconosciuto. Io, altro a mia volta. Vorrei continuare a rafforzare
lo stato del corpo, portatore di pace, abbandonando il predominio
che presume e inquadra i gesti circostanti, per aprire e rivelare
orizzonti nuovi e anche lontani di un passato oltre confine. Perché
il corpo deve poter ricevere e lasciar nascere, sostenere il movimento
che si presenta e si fa presente, accordare senza negare la dissonanza
costruendo la propria responsabilità.” (Raffaella
Giordano)
Raffaella
Giordano, coreografa e danzatrice, da oltre vent’anni
è una fra le figure più rilevanti del panorama della
danza europea. Ha lavorato, fra gli altri, con Carolyn Carlson,
con la compagnia L’Esquisse e con il Wuppertal Tanztheater
diretto da Pina Bausch. Nel 1984 è stata tra i fondatori
della compagnia Sosta Palmizi, che nel 1995 si è ricostituita
in associazione culturale diretta dalla stessa Giordano e da Giorgio
Rossi. I suoi ultimi lavori: Quore. Per un lavoro in divenire
(1999, premio speciale Ubu), Per una stanza (2001), Senza
titolo (2002), Tu non mi perderai mai (2005) e Cuocere
il mondo (2007). Svolge una costante attività d’insegnamento
come importante momento di confronto, dove la modalità
di trasmissione non si traduce in una pratica conchiusa in un
metodo, ma in una forma d’ascolto in un continuo divenire.
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