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Da diverso tempo la nostra struttura ha sviluppato in particolare il tema delle residenze creative per la ricerca e la produzione di nuove opere.
Ogni anno l’Arboreto compare fra i collaboratori e coproduttori in diverse produzioni che sono poi rappresentate in Italia e all’estero.
Oltre a ciò, da alcuni anni sosteniamo direttamente la ricerca di Serra Teatro per la produzione di spettacoli di teatro per ragazzi.
Per questa stagione teatrale, inoltre, l’Arboreto e Serra Teatro realizzano anche una lettura - messa in scena di La Fondazione , l’ultimo testo teatrale di Raffaello Baldini, poeta e scrittore di Santarcangelo di R, raccontato da Pier Paolo Paolizzi.
La presente per informare degli spettacoli da noi prodotti, in distribuzione per la stagione teatrale 2010 - 2011.
A seguire le locandine e una breve presentazione delle proposte, che vi invitiamo a prendere in considerazione per i vostri progetti, rassegne e festival.
Digitando su YouTube il titolo dello spettacolo (Volare a tutti i costi) è possibile visionare un promo dello stesso e un servizio di TV 2000 realizzato a Parma, Teatro al Parco

Le nostre produzioni

 

Volare a tutti i costi, forse >>>

 

La Fondazione
(i colori di Raffaello) >>>

 

 

 

 

Volare a tutti i costi, forse
di Stefano Bisulli e Nicoletta Fabbri
a partire dai libri della collana Incontri da favola , L’arboreto Edizioni, Mondaino
con Nicoletta Fabbri e Pier Paolo Paolizzi
musiche originali, editing audio Marco Mantovani
coordinamento tecnico  Vulmaro Doronzo
realizzazione costumi Grazia Divincenzo
realizzazione playout audiovideo Marko Vitez
assistenza editing video Mauro Baratti
editing video e regia Stefano Bisulli
 
si ringraziano gli autori dei libri della collana
Incontri da favola
- L'arboreto Edizioni
Emma Dante, Gianluigi Toccafodo, Marco Baliani, Marco Campana
si ringraziano per la collaborazione Maria Cristina Ballestracci e Antonio Rinaldi
produzione L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino e Serra Teatro
con la collaborazione di Cinematica
spettacolo di teatro per ragazzi e adulti, insieme, a partire da 8 anni

Dopo la fortunata esperienza di Storia del gallo Sebastiano , la nuova produzione di teatro per ragazzi, Volare a tutti i costi, forse , mette in scena tre favole edite nella nostra collana Incontri da Favola - L’arboreto Edizioni. Per la regia di Stefano Bisulli, lo spettacolo registra il ritorno in compagnia di Nicoletta Fabbri, che insieme a Pier Paolo Paolizzi da’ vita ad una narrazione che sperimenta tre diverse modalità di rapporto tra attore e immagini video.
Dopo il debutto in prima nazionale (mercoledì 18 novembre 2009 - Teatro al Parco, Parma) per l’apertura di Zona Franca - Festival internazionale di creazioni artistiche per un pubblico giovane, organizzato dal Teatro delle Briciole), lo spettacolo è stato rappresentato alcune volte con platee di ragazzi e adulti che hanno mostrato un gradimento e un’attenzione assai gratificanti.

La collana Incontri da favola è dedicata alle favole d’autore e a tutti gli autori, i poeti, gli animali e gli uomini che hanno bisogno di scrivere e di ascoltare delle favole. La collana accoglie favole di oggi, da leggere e da guardare, per i bambini e gli adulti, insieme.
Fra queste ne abbiamo individuate tre, che hanno in comune il rapporto inscindibile fra il racconto per parole e il racconto per immagini, quasi che l’uno non esista senza l’altro.
Marco Campana, ne Il seme pensieroso, illustra con un filtro poetico un seme che, attraverso il dubbio, esprime la necessità dell’adesione totale al proprio percorso di vita. Ne La favola del pesce cambiato, Emma Dante e Gianluigi Toccafondo raccontano il mistero della nascita fra parole dipinte, pensieri sbilenchi, pesci e piscine deformati da curve, tinte e colori. Marco Baliani e in Mary Sconta e la gallinella evasa (di prossima pubblicazione con le illustrazioni di Stefano Ricci), attingono alla realtà e la tradiscono, immaginando l’incontro con una gallina scappata da una “fabbrica” inquietante dove si sente gridare giorno e notte.
Senza snaturarne la struttura, attraverso una ricerca formale sulle possibilità espressive della lettura e dell’illustrazione, in Volare a tutti i costi, forse le tre favole confluiscono idealmente in un unico racconto che si dipana lungo il filo della vita, dalla nascita all’età adulta. Dal furore e dalla grinta di un pesciolino che vuole farcela, “ a tutti i costi!”, passando per una gallina che si trova di fronte alla scoperta della libertà, “che vuol dire volare?”, fino alle perle di saggezza di un seme pensieroso, “ forse”.
Le illustrazioni che accompagnano i racconti, nello spettacolo vengono manipolate e proiettate in scena attraverso una modalità che consente all’attrice di interagire con la partitura visiva attraverso riprese live, in un allestimento dove i dispositivi audio e video sono parte integrante della scenografia.
Tra una fiaba e l’altra un singolare e buffo macchinista, nonostante la sua evidente inadeguatezza, riesce ogni volta a superare le difficoltà e portare a termine il riallestimento del set.

 

 

 

La Fondazione
(i colori di Raffaello)

lettura - messa in scena
con Pier Paolo Paolozzi
musiche di Paola Baldarelli
a cura di Fabio Biondi e Stefano Bisulli
produzione L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino e Serra Teatro

Quando nell’aprile 2004 al Teatro del Mare di Riccione (Rassegna Teatri & Musiche - sezione Liberi e sparsi: domenica 4 aprile, Raffaello Baldini in A chi lo dico? ; a cura del Teatro degli Dei, in collaborazione con “La stagione del Premio”) Raffaello a sorpresa lesse queste pagine appena finite di scrivere, l’emozione fu quella di essere davanti a un dipinto, ad una specie di polittico che riassumeva tutta la sua esperienza poetica. Il quadro che si aveva davanti agli occhi richiamava gli incontri, le letture, gli sguardi di tanti anni; trovarseli davanti tutti insieme donava loro una nuova profondità fatta di sfumature emerse in modo ancora più forte nella relazione interna. Una “ pitéura ” insomma, fatta di ironia, dolcezza, malinconia, arguzia, tenerezza, drammaticità, secchezza, fatta anche di quell’apparente distacco che Raffaello metteva nella lettura, capace di rendere i suoi testi così universali.
Nel pensare di prendere in mano teatralmente La Fondazione , l’utopia e la sfida a un tempo, sono quelle di riuscire a far vivere l’insieme di quelle sfaccettature, individuando nella loro fusione il carattere dell’opera teatrale, consapevoli anche che la loro qualità è profondamente connessa al dialetto di Santarcangelo, lingua nella quale sono espresse.
Nel testo solo in un punto chi parla si colloca fisicamente in un luogo preciso, dove il narratore racconta dei suoi quadri. Qui la nostra immaginazione diventa vivida perché scopriamo improvvisamente di essere dentro una specie di “atelier” in cui ci perdiamo in mezzo a cavalli - che son davvero dei cavalli, a fiumi - che son davvero dei fiumi, a figure, a tramonti, a piccoli laghi, a vecchi casolari con tre o quattro pioppi, ma soprattutto a numerosi cespugli, perché – ecco, a me mi piacciono molto i cespugli … Eccoci dunque immersi nei colori.
Le immagini del pittore echeggiano le infinite tensioni emotive delle parole del poeta. Un po’ storditi, intraprendiamo questo viaggio, protesi a percepire tutte le sfumature dei colori di Raffaello, poeta e pittore.

 

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