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2008
| “Bisogna
prendere atto che la cultura nella quale siamo immersi dà
grande enfasial risultato e al prodotto piuttosto che al processo,
al percorso della produzione.
Va invece riconosciuto a ogni essere umano un bisogno non esclusivo
dell’infanzia, dell’adolescenza, dell’artista
o dello scienziato: giocare la vita nel senso di mettere in gioco
tutto ciò che giochiamo troppo poco o non giochiamo affatto,
mettere in movimento ciò che rischia di arrestarsi o che
si è pericolosamente irrigidito”.
Fulvio Scaparro, La bella stagione. Dieci lezioni sull’infanzia
e sull’adolescenza |
Serra
Teatro e Marcello Chiarenza
Lo strano caso
del dottor Jekyll e del signor Hyde >>>
AgoràKajSkenè
- AKSè - crono 2008
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Montali e Fabrizio Rota - Type
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Cavicchioli - Banditen
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Rinaldi e Rosa Anna Rinaldi - CC
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Raguzzoni - Figliolini
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Korekanè
e Elisabetta Gambi - Studio
per un'anticamera >>>
Goffredo
Fofi - Lo stato dell'arte
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12
- 20 febbraio;
21 - 26 aprile;
28 luglio - 1 agosto;
9 - 12 ottobre;
3 - 7 novembre
Lo strano caso del dottor Jekyll e del
signor Hyde
residenze creative per la produzione del nuovo spettacolo
di Serra Teatro e Marcello Chiarenza
a cura di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Serra Teatro
Un progetto
di Serra Teatro che ritorna all’Arboreto dopo la precedente
esperienza di Storia del gallo Sebastiano, spettacolo
in forma di teatro-lettura in cui è maturato il felice
sodalizio tra la compagnia e Marcello Chiarenza. Il testo di Robert
Louis Stevenson, attraverso la sua straordinaria potenza drammaturgica,
invita a esplorare nuove vie per ritrovare la complessità
del personaggio Sebastiano nel doppio Jekyll/Hyde. Il lavoro,
costruito mutuando anche elementi dal cinema e dalla musica, si
sviluppa attraverso un noire in cui si disseminano indizi che
solo la conclusione drammatica della vicenda riuscirà a
inquadrare.
Serra
Teatro è una compagnia che nasce a Rimini dal
1983 da un’esperienza di teatro e didattica, trasformandosi,
negli anni, in un gruppo di ricerca rivolta alla formazione d’attore
e al teatro di impegno civile. Capofila del progetto sono Nicoletta
Fabbri e Pier Paolo Paolizzi.
Dal 2000 al 2006 la compagnia, assieme al Teatro della Centena,
fonda e gestisce “Pianoterra”, luogo di incontro,
studio, ricerca e produzione teatrale.
Fra le produzioni: Il minotauro (2001), La storia
del gallo Sebastiano (2004); fra i progetti di teatro civile
promossi e condivisi: “Silenzio di piombo”, “Autobiografie
di ignoti”, “Mirando Babele: ragionamenti sul disagio
psichico”, “Memoria nel profondo”, “La
città del sonno”.
Marcello
Chiarenza è scenografo, scultore, autore e regista
teatrale, da oltre dieci anni opera nel campo della figurazione
simbolica e della drammaturgia della festa realizzando molteplici
spettacoli, istallazioni, percorsi figurativi, allestimenti teatrali
e di piazza. I temi che predilige sono interni al corpo simbolico
dell’anno solare, agli elementi della natura e al ciclo
delle stagioni. Dal 2001 collabora con la compagnia Pantakin nell’ambito
di “Arcipelago circo teatro”, progetto di sperimentazione
legato alle arti performative e al Nuovo Circo, con cui ha messo
in scena come regista: Ombra di luna (2001), Labirintomare
(2002), Creature (2004), opere tra circo e teatro. Ha
inoltre collaborato con il Teatro Stabile di Torino, Accademia
Perduta e Assemblea Teatro e ha allestito numerose mostre sia
in Italia che all’estero.
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26 aprile, ore 19 - studio
7 novembre, ore 21.15 (data provvisoria) - anteprima
nazionale
ingresso libero
Serra Teatro - Marcello Chiarenza
Lo strano caso del dottor Jekyll e del
signor Hyde
regia di Marcello Chiarenza
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3
- 16 marzo;
25 marzo - 8 aprile;
20 - 31 agosto;
20 ottobre - 2 novembre
AgoràKajSkenè - Aksè,
crono 2008
la piazza dove discutere la scena - terza edizione
residenze creative di
compagnie: Gruppo Nanou, Città di Ebla,
Santasangre, Muta Imago, Vincenzo
Carta, Benjamin Vandewalle, Espz;
visual art: Fatti Darte, Laboratorio Godot,
Jacklamotta, Laura Arlotti; critici
teatrali: Lorenzo Donati, Lucia Oliva;
maieuti: Silvia Bottiroli, Marco De Marinis,
Piergiorgio Giacchè, Viviana Gravano,
Mauro Petruzziello, Paolo Ruffini;
docenti e dottorandi Dams, Bologna; compagnie partecipanti al Premio Giovani
Danz’Autori Emilia-Romagna 2008
a cura di Nanou associazione culturale
con il contributo di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino
con il sostegno di React! Residenze artistiche creative transdisciplinari
progetto condiviso da L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Santarcangelo
dei Teatri;
Teatro Petrella di Longiano
con la collaborazione di Centrale Fies; Rete Anticorpi
| Aksè
– in emiliano-romagnolo significa “così”
– è la contrazione di AgoràKajSkenè,
la piazza dove discutere la scena, è un elemento meticcio
che scopre nella contaminazione la sua identità, è
“tessuto connettivo”.
Un formato conviviale che prevede, nel suo terzo anno di programmazione,
l’incontro fra alcune giovani compagnie che svilupperanno
all’Arboreto la ricerca e il confronto. L’esigenza di
fondo di Aksè è quella di condividere un percorso,
non si tratta infatti di vicinanze poetiche né di affinità
formali, al contrario, il dato comune che emerge con evidenza è
un’orgogliosa molteplicità: di pratiche sceniche, di
immaginario, di strumenti performativi.
Aksè promuove la riflessione e il convivio tra soggetti che
cercano il confronto per accelerare il processo che determina, ogni
volta, la ricostruzione degli strumenti adottati, per affinare,
sviluppare, ridiscutere metodologie di lavoro e approcci linguistici.
Per i gruppi partecipanti al Premio GD’A 2008, Aksè
promuove incontri formativi fra giovani compagnie di danza e di
teatro, giovani critici, studiosi ed esperti del settore con lo
scopo di attivare rapporti, dialoghi e confronti sullo sviluppo
dei rispettivi percorsi artistici.
Crono 2008 (tempo): spazio indefinito nel quale si verifica
l’inarrestabile fluire degli eventi, dei fenomeni e delle
esistenze, in una successione illimitata di istanti.
Il materiale di questa residenza sarà messo on-line nella
sezione
dedicata ad Aksè su questo sito e sui siti
www.grupponanou.it
www.reactonline.it |
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dal
9 al 13 aprile
Type name of new folder
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo
di Monia Montali e Fabrizio Rota
spettacolo partecipante al Premio Giovani Danz’Autori Emilia-Romagna
2008
a cura di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Santarcangelo
dei Teatri; Tir danza, Modena; Cifas - Bruxelles; con il sostegno di Rete
Anticorpi
| “Non
c’è che il desiderio a farci alzare dalla sedia. Incapaci
di arrestarsi, di raccontarsi, le storie si inseguono in un gioco
di specchi: la storia di un desiderio che si riproduce continuamente
da se stesso. Ogni giorno la radio racconta storie di ordinaria
follia, gesti irragionevoli, città flagellate. E se un giorno
per un qualsiasi motivo prendessi quel coltello appeso alla porta
della cucina e ne facessi un uso sconsiderato. Chi incolpare per
quel momento d’improvvisa follia? Animale nello stomaco. Represso,
incappucciato, ossessivo. Dormiente. Appagato. Cieco. Assassino.
Felice. Desiderio che produce altro desiderio – in attesa
– desidero." (Monia Montali, Fabrizio Rota)
Monia
Montali è diplomata in fotografia a Bruxelles e
dopo aver lavorato come interprete con diversi coreografi fra cui
George Khumalo, Ted Stoffer, Kendell Geers, ha avviato un proprio
percorso creativo producendo lavori fotografici e per la scena.
Nel 2007 ha fondato insieme ad altri sei fotografi, il collettivo
fotografico Smoke, esponendo in Canada e in diverse città
europee.
Fabrizio
Rota, interessato a tutti i fenomeni sonori e al loro potenziale
immaginativo, è compositore elettroacustico per il teatro,
la danza e il cinema. Ha collaborato con diversi coreografi e registi
tra i quali Catia Dalla Muta, Boris Bakal, Patricia Kuypers, Hisako
Horikawa, Melanie Munt.
Attivo dagli anni Novanta nel campo dell’improvvisazione musicale,
ha lavorato con Mimeo (Music in movement electronic orchestra),
Lawrence “Butch” Morris, Michel Doneda, Zahava Seewald,
Le Quan Nin.
Fabrizio
Rota e Monia Montali iniziano a collaborare nel 2005 per il film
Rooms and I, nel 2007 lavorano assieme ad Amaurosis,
nella sua versione fotografica e scenica. |
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dal
14 al 20 aprile
Banditen
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo
di Marco Cavicchioli
a cura di Marco Cavicchioli;
L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino
| "Banditen
è dedicato a coloro che hanno lottato e continuano a lottare
per la libertà intesa nella sua accezione più ampia
e perseguita attraverso ogni forma di lotta: pacifica, militante,
armata, ideale, surreale, di opinione, satirica, di linguaggio,
ironica, disobbediente. Lotta che si scaglia contro regimi, invasioni,
finte democrazie, mafie, colonialismi. Banditen è
una ballata di partigiani, eroi, vigliacchi, illusi, traditori,
santi, testimoni, sicari, banditi. L’atto del resistere, la
Resistenza, nello spettacolo accoglie significati più ampi
di quelli che siamo soliti attribuire e i punti di vista di undici
personaggi, ciascuno con la propria storia da raccontare, contribuiscono
a definire un’immagine complessa di questo concetto. Immagine
che non si propone di essere esaustiva né ben confezionata,
ma che vorrebbe semplicemente offrire un piccolo campione di momenti
emblematici nella storia delle lotte per la Libertà avvenuti
nel corso dell’ultimo secolo.” (Marco Cavicchioli)
Marco
Cavicchioli è attore e autore; il suo lavoro percorre
il teatro, il cinema e la televisione. Ha collaborato, tra gli altri,
con Leo De Berardinis, Cesare Ronconi, Raoul Ruiz, Gabriele Lavia,
Luciano Nattino, Giampiero Solari, Claudio Morganti, Cesare Lievi,
Giorgio Gallione, Luciano Mannuzzi, i fratelli Taviani, Aurelio
Grimaldi, Michele Sordillo, Enrico Oldoini. Ha scritto i monologhi
degli spettacoli: Gusci... e Tavor per la regia
di Mario Giorni,
Peones, per la regia di Bob Messini e Il grande inquisitore
per la regia di Piero Pontisgargi. |
19 aprile, ore 21.15 - prima
nazionale
ingresso libero
Marco Cavicchioli
Banditen
regia di Mila Vanzini
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dal
27 aprile all’1 maggio
CC
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo
Cave Canem
di Antonio Rinaldi e Rosa Anna Rinaldi
spettacolo partecipante al Premio Giovani Danz’Autori Emilia-Romagna
2008
a cura di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino;
con il sostegno di Rete Anticorpi
| “CC,
studio acronimo di e per Cave Canem.
Cave Canem significa ‘attento al cane’. È
un avvertimento.
CC è un acronimo e quindi una sigla che racchiude un significato.
CC è un particolare che porterà alla visione completa
di Cave Canem.
CC è prima di Cave Canem.
CC è una tregua. La tregua che segue un combattimento, una
lotta, un toccarsi. La tregua come attesa per qualcosa che deve
ricominciare.
CC è un cavallo. Il cavallo che porta un corpo, un uomo,
un devoto, un cieco, un violento. Il cavallo che colpisce con un
colpo di zoccolo l’altro, il compagno, l’amato.”
(A. R.)
Antonio
Rinaldi lavora in teatro dal 1997 ricoprendo diversi ruoli
nell’ambito scenico. Da quasi un anno ha avviato un proprio
percorso di ricerca.
Rosa
Anna Rinaldi studia storia dell’arte, a partire da
questa disciplina costruisce varie figurazioni per il teatro.
Antonio
Rinaldi e Anna Rosa Rinaldi hanno debuttato nel 2007 con lo spettacolo
In Eden, I. |
1 maggio, ore 18 - studio
ingresso libero
Antonio Rinaldi - Rosa Anna Rinaldi
CC
di e con Antonio Rinaldi
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dal
2 al 5 maggio
OZ-Alfavita. A (La confessione)
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo
Emerald City
di Fanny & Alexander
a cura di React! Residenze artistiche creative transdisciplinari
progetto condiviso da L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Santarcangelo
dei Teatri; Teatro Petrella di Longiano
| Proseguendo
un lavoro già iniziato al Teatro Dimora lo scorso anno con
“OZ-Alfavita O. - A heart, a brain, a home, the nerve”
Chiara Lagani (Fanny & Alexander) e Fiorenza Menni (Teatrino
Clandestino) conducono un laboratorio interno, a numero chiuso,
per attori professionisti, finalizzato alla produzione di materiali
video che confluiranno nello spettacolo Emerald City che
debutterà in prima assoluta a Santarcangelo International
Festival of the Arts 2008.
Nella storia del Mago di Oz ci sono tre personaggi chiave che confessano
d’esser privi di una virtù, questi personaggi costituiscono
il centro finzionale della residenza. Il lavoro sull’attore
prende il via da questi snodi tematici: la forma confessione, dar
voce e volto a ciò che è inconfessabile, l’intervista
come metodo empirico e sentimentale, vizi e virtù e raccolta
di semplici materiali per successive traduzioni in forma di proverbio
delle stesse confessioni.
Chiara
Lagani nel 1992 fonda il gruppo teatrale Fanny & Alexander
insieme a Luigi de Angelis. Da allora lavora come drammaturga e
attrice, operando su testi originali e riscritture. Coordina il
progetto "Travelling Symposia" con studiosi internazionali
su temi specifici affrontati dalle produzioni di Fanny & Alexander.
Fiorenza
Menni è attrice, autrice e fondatrice con Pietro
Babina di Teatrino Clandestino. Dal 1998 si occupa della formazione
dell’attore, proponendo percorsi di lavoro che tendono ad
allenare la precisione contestuale e sentimentale dell’interpretazione,
utilizzando i materiali del suo stesso percorso personale per la
creazione degli spettacoli del Teatrino Clandestino. |
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dal
6 al 9 maggio
Figliolini
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo
di Eva Raguzzoni
spettacolo partecipante al Premio Giovani Danz’Autori Emilia-Romagna
2008
a cura di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Associazione culturale
Sted, Modena;
con il sostegno di Rete Anticorpi
“Figliolini
è uno studio sulla famiglia, sui rapporti che questa inscena,
le storture, le piccole follie quotidiane. Ci interessa la 'famiglia'
come universo ripiegato in se stesso, che sostiene e definisce
le proprie idolatrie, le proprie regole interne, il proprio supremo
senso. Luce e abisso. Anche noi, come Tolstoj, crediamo che le
famiglie felici si assomiglino tutte, mentre quelle infelici siano
infelici ciascuna a modo proprio.” (Eva Raguzzoni)
Eva
Raguzzoni, dopo studi di danza classica con Renè
Lejeune, ha studiato danza contemporanea in Italia, Germania e
Francia con diversi registi e coreografi, tra cui, Ornella D’Agostino,
Kyomi Ichida, Larrio Ekson, Carolyn Carlson e Sasha Waltz. Dal
2001 fa parte del Crc, Centro per la Ricerca Coreografica di Bologna.
Ha danzato per Teri Weikel, Daniela Boensch, Julie Anne Stanzak,
Cristina Luschi, Enrique Vargas e collaborato a numerosi eventi
performativi con musicisti. Per il progetto in concorso al GD’A
2008 si è avvalsa di danzatori non professionisti, di età
compresa fra i diciotto e i quarantanove anni.
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10
- 20 maggio;
29 settembre - 7 ottobre;
13 - 21 dicembre
Dimore Motus
residenze creative attorno a
X (ics) racconti crudeli della giovinezza
a cura di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Motus
“Il
lungo e polimorfo progetto X(ics)racconti crudeli della giovinezza
s’inscrive nel percorso inaugurato dal lavoro su Pasolini
nel 2003, nelle periferie italiane e nordafricane: tornare a indagare
quegli ambienti trasformati e vandalizzati dal consumo, incontrare
e coinvolgere i giovani che li abitano, muovendoci ancora una
volta secondo la natura nomade e instabile del nostro fare artistico,
è l’anima di questa nuova avventura teatrale, che
ci coinvolgerà per tre anni e da cui scaturiranno quattro
spettacoli, un film e svariati piccoli eventi installativo-performativi.
Con i due primi movimenti (X.01 e X.02) ci siamo
spostati accumulando immagini e sonorità dai centri commerciali
e dalle colonie abbandonate della bassa Romagna, alle piste di
skate delle banlieues francesi, per giungere, nel giugno
2008, agli spopolati quartieri della ex-Ddr, nell’ambito
del prestigioso Festival Theater der Welt in Halle. Continui spostamenti
e nuovi incontri, molti dei quali improvvisi e casuali, contrassegnano
questa ricerca quasi documentaria fra i luoghi dello spaesamento
giovanile, che comincia ora a esigere pause e momenti di riflessione.
La necessità di un punto di sosta, di un luogo in cui ‘dimorare’
lontano dal frastuono delle strade secondarie, per avviarci ai
due momenti conclusivi di X(ics), ci ha sospinto nuovamente
verso il luogo in cui abbiamo tenuto tanti workshop determinanti
per i nostri trascorsi processi creativi.
Il Teatro Dimora nel 2008-’09 sarà per Motus una
sorta di nuova casa-madre, in cui riposare, conversare, riflettere,
provare, sperimentare e soprattutto incontrare. Di riflesso ai
coinvolgimenti casuali avvenuti ‘per strada’ nella
prima fase del progetto (2007-’08), a Mondaino ambienteremo
quelli ricercati, quelli inseguiti, con scrittori, giovani drammaturghi
e naturalmente nuovi interpreti.
La prima 'Dimora' si terrà nel maggio 2008, proprio in
preparazione al Theater der Welt Festival, per porre a confronto
il nostro giovane gruppo d’attori con interpreti e musicisti
tedeschi incontrati ad aprile ad Halle, dove presenteremo video
delle edizioni precedenti di X(ics) e faremo vari sopralluoghi
nella straordinaria shrinking city.
Nell’autunno 2008 avrà inizio un’ulteriore
fase di lavoro, ovvero la preparazione di un film che ha per soggetto
la storia di un gruppo di ragazzi che tentano di costruire uno
spettacolo, mettendo in scena il testo di un giovane drammaturgo.
Le prove dello spettacolo (con titolo da definire), che verrà
realmente allestito e presentato nel maggio 2009, saranno così
parte del set per la preparazione del film.
Le successive 'Dimore' a Mondaino saranno dedicate a ricognizioni
e incontri per individuare lo scrittore del testo, alla preparazione
dello storyboard, nonché alle prove per lo spettacolo,
molte delle quali verranno ‘aperte’ a tutti coloro
che vorranno seguire questo anomalo percorso creativo che si concluderà
con un film, di produzione italo-tedesca, nell’autunno 2009.
L’articolazione di questo nuovo progetto è talmente
complicata che pare aggrovigliarsi su se stessa, un buon metodo
per ‘monitorarla’ è proprio affacciarsi alle
finestre dell’Arboreto, anche virtualmente, nel sito, in
cui sarà possibile trovare aggiornate cronache delle Dimore
Motus.” (Motus)
Motus
nasce a Rimini nel 1991, fondato da Enrico Casagrande e Daniela
Nicolò. Strutturato come nucleo di lavoro aperto alle più
diversificate collaborazioni artistiche, in un’ottica di
totale mescolanza fra le forme espressive, ha prodotto numerosi
e acclamati spettacoli teatrali ed eventi/accadimenti specificamente
concepiti per spazi anomali. Fra i progetti più importanti,
“Room”, progetto di cinema e teatro da cui sono nati
Vacancy Room (2001), Twin Rooms (2002) e Splendid’s
(2002) a partire dal quale è stato realizzato nel 2004
anche l’omonimo film. Nel 2003 il lavoro di Motus coincide
con il viaggio fra le immagini e le parole di Pier Paolo Pasolini
e con l’allestimento dello spettacolo Come un cane senza
padrone, ispirato a Petrolio; nel 2004 viene messo
in scena L’Ospite, tratto da Teorema.
Dal 2005 la compagnia sviluppa un percorso attorno all’opera
di Rainer Werner Fassbinder da cui nascono: Pre-paradise sorry
now (Piccoli episodi di fascismo quotidiano) (2005) e Rumore
rosa (2006). Numerosi i premi e i riconoscimenti fra cui
tre Premi speciali Ubu (1999, 2000, 2002) e di recente il Sigismondo
d’oro 2007, assegnato dal Comune di Rimini “per avere
costruito, partendo dalla matrice culturale della città
e con un lungo lavoro, un gruppo significativo nel panorama del
teatro contemporaneo. (...) Per la singolarità dei linguaggi
con i quali i Motus affermano una propria poetica a livello internazionale.”
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dal
12 al 19 giugno
GD'A2008
Premio Giovani Danz’Autori dell’Emilia-Romagna
residenza creativa per le prove e la rappresentazione degli
spettacoli della seconda tappa di selezione del premio riservato a giovani
compagnie e nuovi autori coreografici:
Fratelli Broche, Antonio Rinaldi - Rosa Anna Rinaldi, Michela Minguzzi,
Francesca Pennini, Eva Raguzzoni, Monia Montali, Martina Conti, Simona
Sacchini - Valentina Crociati
a cura di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Associazione Cantieri;
con il sostegno di Rete Anticorpi
Il
Premio GD’A Emilia-Romagna 2008 presenta, come di consueto
all’Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, la sua seconda tappa
di selezione.
Ideato dall’Associazione Cantieri come Concorso, dal 2007
il Premio è un progetto sostenuto dalla Rete Anticorpi (www.anticorpi.org)
che va oltre la semplice competizione, proponendosi di sostenere
in modo concreto i giovani gruppi di danza d’autore nel processo
di formazione e di creazione artistica, attraverso un percorso costante
d’osservazione e confronto che permette di seguire e promuovere
le compagnie emergenti, in ambito regionale, nazionale e internazionale,
con le opportunità offerte dalla Rete Anticorpi e dai suoi
collaboratori. In questa seconda tappa verranno presentati studi
di circa venti minuti.
La finale del concorso avrà luogo dal 24 al 26 luglio, ad
Alfonsine (Ra), all’interno del festival Lavori in pelle.
In quest’ultima fase i vincitori, che riceveranno un premio
in denaro, saranno scelti da una giuria composta da operatori del
settore. |
dal 20 al 22 giugno - studi
ingresso libero
GD'A2008
Premio Giovani Danz’Autori dell’Emilia-Romagna
selezione degli spettacoli per la finale
Fratelli
Broche, Quattro pagine sui Broche
Antonio Rinaldi - Rosa Anna Rinaldi, Cave Canem
Michela Minguzzi, Transeunte
Francesca Pennini, Eye was ear
Eva Raguzzoni, Figliolini
Monia Montali, Type name of new folder
Martina Conti, Traccia
Simona Sacchini - Valentina Crociati, De Sidere
- Appagamenti
a cura
di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Associazione Cantieri;
con il sostegno di Rete Anticorpi
Programma spettacoli >>>
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dall’1
al 20 luglio
La più piccola distanza
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo
di Pathosformel
a cura di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Santarcangelo
dei Teatri
“Il
nuovo lavoro, che debutterà a Santarcangelo International
Festival of the Arts 2008, ha come punto di partenza un ulteriore
ripensamento della presenza in scena del corpo umano, elemento
primo all’interno della pratica performativa. Negare la
presenza del corpo per costruire un sistema di segni che tuttavia
riconduca inevitabilmente ancora ad esso. Una metamorfosi dei
corpi in forme pure: quadrati colorati che – come singoli
componenti di un gruppo – si muovano incessantemente su
un sistema di linee parallele. Lavoriamo così con un ensemble
di forme geometriche attraverso le quali studiare tutte le possibilità
di relazione – gli affollamenti e le solitudini –
che costituiscono l’alternanza ritmica di una creazione
scenica. Come in un incantesimo, i corpi si sono trasformati in
quadrati anonimi, ridotti alla sola presenza geometrica e al suono
di matrice umana; imprigionati in un sistema astratto che conserva
tuttavia la capacità di far emergere d’improvviso
il proprio aspetto familiare.” (Pathosformel)
Pathosformel
nasce a Venezia nel 2004 riunendo elementi provenienti da differenti
discipline, nell’intenzione di ripensare le priorità
all’interno dei fattori che compongono una partitura performativa.
Lavoro sul corpo e immagini, soluzioni artigianali e tecnica,
rapporto con lo spazio e con i materiali, non predominano l’uno
sull’altro a priori, ma solo – di volta in volta –
in virtù di una resa scenica: costruire e sciogliere la
forma per ripercorrere ogni volta la nascita di un’immagine
dal sapore ancora umano. Fra le produzioni: Che cosa sono
le
nuvole per la rassegna Incanti di Torino e il Beckett &
Puppet Festival di Gorizia,
La timidezza delle ossa, segnalato dalla giuria del Premio
Scenario 2007 e
Volta, spettacolo che ha debuttato al festival Drodesera
Centrale Fies 2007.
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spettacolo
18 e 19 luglio luglio, ore 21.30 *
nell’ambito di Santarcangelo Festival 2008
Pathosformel
La più piccola distanza
primo movimento
daniel blanga gubbay
paola villani
con la collaborazione di danilo morbidoni
produzione: pathosformel/FIES Factory One
coproduzione: centrale fies
con il sostegno di: Santarcangelo Festival 2008, L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino
“Da piccolo facevo spesso un sogno, in cui numerosi quadrati colorati scorrevano lungo linee parallele.
La distanza tra le linee era tale che, al passaggio, i quadrati sembravano sempre toccarsi ma procedevano mantenendo tra loro una distanza infinitesimale. Mi stupivo della perfezione di questo mondo geometrico, anche se dal principio sentivo l’angoscia per il momento in cui si sarebbe incrinato. Finché due quadrati effettivamente si toccavano. Tutto diventava buio ed io mi svegliavo di colpo. Poi aspettavo di abituarmi all’oscurità della mia stanza per controllare che tutto fosse ancora in ordine, e mi riaddormentavo. “ (Pathosformel)
* per le prenotazioni e il costo del biglietto valgono le modalità applicate da
"Santarcangelo Festival 2008"
(t. 0541/626185; info@santarcangelofestival.com)
www.santarcangelofestival.com
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dal
21 al 27 luglio
Studio per un’anticamera
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo
di Korekané ed Elisabetta Gambi
a cura di L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Korekané
La compagnia
Korekané continua la sua collaborazione con la danzatrice
Elisabetta Gambi nell’intento di indagare la condizione
umana ridotta alle sue manifestazioni essenziali non legate alla
sopravvivenza; cosa resta dell’uomo che non ha più
necessità primarie? Quali istinti lo muovono? Dalle suggestioni
del regista Ingmar Bergman attraverso l’esistenzialismo
di Sartre per approdare a questo “studio per un’anticamera”.
L’esperimento è quello di collocare un determinato
numero di persone (attori) in un luogo pre-definito (il palco)
in cui la dimensione tempo sembra non esistere. Le azioni dei
personaggi potrebbero essere determinanti per lasciare quell’anticamera,
ma la mancanza di un qualsiasi punto fermo li avvolge di un senso
di spaesamento in cui tutto è lecito. Questa totale libertà
attua uno scambio continuo dei ruoli e atrofizza un possibile
svolgimento dell’azione, rendendo gli eventi per contrasto
rigidi e ripetitivi, svuotandoli ancora di più da un qualsiasi
senso e producendo un drammatico e grottesco gioco, il cui unico
scopo rimane quello di occupare un piccolo segmento di quel tempo
immobile. Tutto ciò costituisce materia di uno spettacolo
teatrale.
Korekané
incontra Elisabetta Gambi durante un seminario della regista Emma
Dante. Dal desiderio di creare insieme un percorso alla ricerca
di un linguaggio comune, tra la danza e il teatro, il gesto e
la parola, nasce lo spettacolo In quiete, realizzato
al Teatro Dimora di Mondaino e finalista ai Festival “Loro
del Reno” ai Teatri di Vita di Bologna, al festival “Le
voci dell’anima” al Teatro degli Atti di Rimini e
tra i vincitori del Festival “Nuove Espressioni Teatrali”
di Casalmaggiore (CR). Studio per un’anticamera
è il secondo progetto che Korekané realizza assiema
ad Elisabetta Gambi.
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26 e 27 luglio, ore 21.15 - prova aperta - ingresso libero
Korekané - Elisabetta Gambi
STALLO - studio per un’anticamera -
regia: Chiara Cicognani, Elisabetta Gambi
con: Chiara Cicognani, Alberto Guiducci, Marcogiulio Magnani e Stefania Tamburini
suono: Massimiliano Nazzi
disegno luci: Fabrizio Piro, Flavio Urbinati
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13
e 14 settembre
Lo stato dell'arte
dire fare pensare
seminario a cura di Goffredo Fofi e della
rivista “Lo Straniero”
promosso da L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino
con la collaborazione di Teatro delle Albe-Ravenna Teatro; Riminiteatri
Un
seminario di idee, pensieri e visioni tra giovani artisti italiani
con il semplice scopo di reagire all’approssimazione e al
disordine attuali, alla superficialità dei media e della
critica, al conformismo dei formatori, ai ricatti del mercato e
della “comunicazione” per discutere, conoscersi e darsi
una mano, anche criticandosi a vicenda, nella speranza che da cosa
nasca cosa, e che i rappresentanti delle varie arti possano approfondire
le idee e le tensioni che le attraversano. Non un festival, né
una scuola, né un corso di formazione. Bensì l’invito
a raccolta rivolto a un numero chiuso di giovani di cui si conoscono
le prime o seconde o terze opere, editate e rappresentate e mostrate:
romanzi, poesie, film a soggetto o documentari, spettacoli teatrali,
fumetti e romanzi a fumetti, lavori grafici e illustrazioni, libri
o reportage o mostre di fotografie, dischi e concerti. Si affronteranno
nodi di riflessione legati al presente (sulle implicazioni, per
esempio, tra comunicazione e violenza, tra etica ed estetica, tra
centri e periferie; sulla funzione dell’arte nello sfascio
contemporaneo, sull'evoluzione o involuzione dei media… circostanziati
anche in base alle specificità dei partecipanti) alla ricerca
di chiarificazioni, reciproche influenze, scambi, proposte, progetti.
Sono previsti una prima fase di lavoro interno al gruppo e un momento
pubblico in chiusura, oltre all'esposizione di materiali artistici
e al confronto con la figura di un “maestro”.
Il seminario è ideato da Goffredo Fofi con la redazione della
rivista “Lo Straniero” (tra gli altri Maurizio
Braucci, Silvia Bottiroli, Vittorio
Giacopini, Alessandro Leogrande, Emiliano
Morreale, Rodolfo Sacchettini, Paola
Splendore, Cristina Ventrucci, Dario
Zonta, Giovanni Zoppoli). |
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