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collana
il giardino salvatico
Annette
Peacock
Un testo e cinque liriche sul tempo
One text and five lyrics about time
l'arboreto
Edizioni
Mondaino, dicembre 2007

foto di Laura
Arlotti
traduzione di Ofelia
Bartolucci
direzione Fabio Biondi
Coordinamento Simonetta Piscaglia,
Paolo Brancalion
Cura editoriale Sabrina Raggini
Ideazione e realizzazione grafica Lucrezia Gismondi
si ringrazia per la
collaborazione Mauro Stocco
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Mi
è stato chiesto di scrivere sul tempo.
È stato difficile per me ,
perché sono ignara
per natura dei suoi effetti dentro e fuori.
Preferisco crogiolarmi nel piacere
di un reale perfettamente presente,
dove il tempo non ha presenza
e io riuto di obbedire alle leggi
del suo inusso.
Preferirei essere sorpresa dal
tempo, che esserne schiava.
Annette
Peacock
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Un testo e cinque
liriche sul tempo è la prima opera editoriale che Annette
Peacock pubblica in quarant’anni di straordinaria carriera. Sospinta
dal vento “americano”, come una foglia esile e leggera, Annette
Peacock è arrivata all’arboreto; da Woodstock a Mondaino,
dalla sua dimora abituale immersa nel bosco al Teatro Dimora ritrovando
le condizioni a lei care per realizzare una residenza musicale e letteraria:
prove e registrazione del nuovo cd dal vivo e la stesura di questa poetica
riflessione sul tempo. Un approccio del tutto personale, rifiutando dimensioni
e schemi come nella sua musica. Nelle sue parole la ricerca di un’esperienza
del tempo assolutamente libera scavando e dilatando questa dimensione,
“il tempo – come scrive Neiwiller in Non ho tempo e serve
tempo – che ti appartiene, il tempo in cui trovi il tuo tempo,
il tempo che non ti appartiene, un tempo contrario che è anche
il tuo tempo…”.
Non è facile scrivere di Annette Peacock.
La sua arte sfugge ogni denizione e la sua biograa attraversa in modo
discreto e assolutamente personale alcuni degli snodi fondamentali nella
storia musicale e culturale della nostra epoca. La critica, salvo alcune
lodevoli eccezioni, certamente non aiuta, divisa tra il consumismo usa
e getta dei mestieranti e il rigore colmo di frustrato pedagogismo dei
militanti. In verità, come sanno mol-to bene i sostenitori fedeli
sparsi in ogni parte del mondo, la Peacock esige pazienza e attenzione,
non può essere imprigionata in uno schema, la sua è un’arte
in perenne movimento. Una discograa parca realizzata in più di
trentacinque anni di registrazioni, lunghi periodi di silenzio, pochi
e antispettacolari concerti, con un’abilità compositiva e
soluzioni esecutive sempre capaci di cogliere il presente e di superarlo
con piccoli sorprendenti spiazzamenti. A volte è la sua splendida
voce a spostare il senso di una normale canzone, oppure l’inserimento
di passaggi elettronici, quasi primordiali, lontani, comunque, da ogni
perfezione tecnologica, o il pianismo fatto di note allungate o, ancora,
un percussionismo gentile, mai ridondante. Oggi può sembrare per
certi versi sorprendente ma la musica di Annette Peacock deve essere ascoltata
ripetutamente e meditata per assaporare la sua deliziosa e mai banale
semplicità, qualsiasi ascolto frettoloso, così usuale ai
nostri giorni, toglie ogni possibilità di coglierne la squisita
e inedita attualità. Ed è proprio questa caratteristica,
sia pur con esit i musicali completamente diversi, a rendere la sua arte
intimamente connessa alla lezione musicale di Albert Ayler, indiscusso
maestro nel rendere il presente così intrecciato con il passato
da essere un pezzo fondamen-tale del futuro. Il libro che avete fra le
mani rappresenta la tappa conclusiva di un lavoro che l’Assessorato
alla Cultura della Regione Emilia-Romagna ha prodotto insieme a diversi
soggetti culturali e che ha visto Annette Peacock risiedere ed esibirsi
nella nostra regione. La residenza all’Arboreto di Mondaino, editore
anche del volume, e i diversi concerti a Ferrara, Vignola, Parma e Lugo,
realizzati grazie al prezioso lavoro di Jazz Network Ravenna, hanno permesso
di approfondire la musica di una grande artista – coadiuvata nell’occasione
da Ro-berto Dani alle percussioni e alla batteria e da Eric Morabito alla
programmazione batteria elettronica –, e ha concretamente reso possibile
un progetto di politica culturale costruito a rete sull’intero territorio
regionale e incentrato sull’analisi e sull’approfondimento
dell’espressione artistica contemporanea.
Alberto
Ronchi
assessore alla cultura, sport, progetto giovani della Regione Emilia-Romagna
Annette
Peacock, compositrice, cantante e pianista, è sperimentatrice
e straordinaria poetessa, oltre che leg-gendaria gura della musica d’avanguardia.
La sua radi-cale cifra espressiva e la concezione della free form song
rappresentano la sintesi delle più svariate collaborazioni e frequentazioni
fra cui Timothy Leary, Charlie Mingus, Allen Ginsberg, John Cage, Jean
Tinguely, Albert Ayler, LeRoi Jones, Michael Snow, Robert Moog, Salvador
Dalí, David Bowie, Brian Eno, Robert Wyatt. In più di trent’anni
di monumentale carriera ha prodotto, fra gli altri, Revenge, the bigger
the love the greater the hate (1971, Polydor), I’m the
one (1972, Rca), X-dreams (1978, Aura), The perfect
release (1979, Aura), Sky-skating (1982, Ironicrecords),
Been in the streets too long (1983, Ironicrecords), I have
no feelings (1986, Ironicrecords), Abstract-contact (1988,
Ironicrecords), An acrobat’s heart (2000, Ecm), 31:31
(2006, Ironicrecords US). Nel giugno 2007, in occasione della sua residenza
creativa a L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, ha registrato
4 Emilia-Romagna
w/lv (Musica Jazz), album riepilogativo del suo ultimo tour musicale.
Un testo e cinque liriche sul tempo è il primo libro che
Annette Peacock rma in quarant’anni di carriera.
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