La bellezza (o dell'inverosimile) laboratorio condotto da Raffaella Giordano

Volcano #3 – la bellezza (o dell’inverosimile)

Data / Ora
06 ottobre 2015 - 10 ottobre 2015



terzo incontro

laboratorio di danza condotto da Raffaella Giordano
terzo appuntamento di Volcano – coreografia e complessità – progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee
in collaborazione con il network Anticorpi XL

percorso formativo all’interno dell’azione Botteghe d’arte sulla formazione coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora
nel quadro del progetto del networks Anticorpi XL

in collaborazione con:
Acerbo totale_cantiere di formazione e scrittura coreografica
progetto promosso da
L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Teatri di Vetro / triangolo scaleno teatro, Cie Twain/OFFicinaTwaIN

 

Il lavoro sensibilizza il corpo attraverso differenti e specifiche pratiche e sviluppa una qualità di attenzione e di rapporto con l’azione che ridefinisce una possibile scala di valori. Il corpo è umano, il paesaggio respira nelle relazioni di lontananza e prossimità sempre consapevole di far parte di un sistema comune e dialogante. Un sistema aperto, ricco di vita e di reciprocità in atto. Si definisce un campo di sensibilità e di ascolto dove i partecipanti  sono guidati  a percepire l’imprescindibilità della relazione costitutiva delle parti, nel corpo, con l’altro, con l’ambiente. Il processo di studio si formalizza dando forza e presenza alla condizione corporea, alle sue qualità e funzioni oggettive. Mi interessa osservare con cura  le differenti porte di accesso per entrare ed uscire dalla dinamica visibile delle azioni, la transitorietà degli eventi,la loro nascita, durata, e il loro relativo dissolversi.  La complessità è il frutto naturale della molteplicità dell’essere per questo l’indagine e l’esperienza si fanno attraverso le cose più semplici, senza preoccupazione nei confronti  dei significati e delle interpretazioni logiche, prediligendo la sensualità organica del senso materico delle forme, degli oggetti e dei corpi.
(Raffaella Giordano)

Orari di lavoro del laboratorio*
6 ottobre: 16.00 – 20.00
7 ottobre: 10.00 – 18.00 (1 ora di pausa)
8 ottobre: 10.00 – 18.00 (1 ora di pausa)
9 ottobre: 10.00 – 18.00 (1 ora di pausa)
10 ottobre: 10.00 – 15.00

*Gli orari sono flessibili, potranno essere rivisti, garantendo un minimo di 30 ore di lavoro.

L’arrivo a l’Arboreto è previsto per martedì 6 ottobre entro le ore 12.00.

Modalità d’iscrizione
Il laboratorio è riservato a danzatori, attori e performers.
Il numero massimo di partecipanti è fissato a 16.

Gli interessati dovranno inviare:
– curriculum vitae

I materiali dovranno pervenire via mail a teatrodimora@arboreto.org entro e non oltre lunedì 14 settembre 2015.

Raffaella Giordano si forma e lavora come interprete dal 1980 al 1984 con la coreografa Carolyn Carlson alla Fenice di Venezia, nel 1981 per un breve periodo danza al Wuppertal Tanztheater diretto da Pina Bausch e in seguito incontra la compagnia l’Esquisse di J.Bouvier R.Obadia a Parigi nel 1984. Prima di approfondire la propria ricerca e dare vita a numerose opere riconosciute per la loro qualità e il loro coraggio, nel 1990 incontra e partecipa allo spettacolo il Muro di Pippo del Bono e collabora nel tempo con numerosi autori e registi. Nell’ 84 è cofondatrice del collettivo storico Sosta Palmizi e crea gli spettacoli Il Cortile 1985,Tufo 1986 e Perduti una notte 1989. Interprete di grande presenza scenica, dalla scrittura coreografica rigorosa e dal tratto inconfondibile, Raffaella Giordano debutta nel 1987 con la sua prima coreografia per sette danzatori, Ssst… e inizia a collaborare come coreografa per la Folkwang Hochschule di Essen in Germania, dove per l’omonima compagnia sotto la direzione di P. Bausch crea lo spettacolo Inuit e nuovamente nel 1995 lo spettacolo Il volto di Aria. Nel 1999 con lo spettacolo La Notte trasfigurata e il Canto della Colomba su musiche di A. Schoenberg riceve per la seconda volta il Premio della critica Danza&Danza, quale migliore coreografa/interprete della nuova danza e il Premio Gardadanza come migliore spettacolo 1998. Nel 2000 le viene attribuito il Premio speciale UBU per lo spettacolo Quore. Dal 1986 ad oggi crea numerose opere corali e solistiche, fra le più significative; L’Azzurro Necessario 1992, I Forestieri 1992, Fiordalisi 1995, …et anima mea … 1996, La Notte trasfigurata e il Canto della colomba 1998, Quore, per un lavoro in divenire 1999, Per una stanza 2001, Senza Titolo 2002, Tu non mi perderai mai 2005, Cuocere Il mondo 2007. Nel 2012 partecipa come interprete nel ruolo dell’angelo in Caino, opera registica di Cesare Ronconi sui testi di Mariangela Gualtieri. Nell’autunno del 2013 partecipa alle riprese del film Il giovane favoloso regia di Mario Martone nel ruolo di Adelaide Antici, madre di Giacomo Leopardi. Nel 2015 crea i movimenti coreografici per l’opera di Macbeth con la regia di Mario Martone al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi.
 Svolge un’intensa attività di formazione in Italia e all’estero e numerosi i suoi interventi in progetti di formazione anche nell’ambito del teatro.
Dal 2009 al 2012 
promuove e dirige Scritture per la danza contemporanea corso biennale per lo sviluppo e la sensibilizzazione delle arti corporee, in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino e l’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino.
 La sua ultima creazione, l’Incontro, debutta nel 2013 in Francia al Theatre des Bernardines di Marsiglia, un duetto frutto di una preziosa collaborazione con la danzatrice e coreografa spagnola Maria Munoz, codirettrice insieme a Pep Ramiz della compagnia Mal Pelo di Girona. Nel 1994 emigrata dal Piemonte, insieme a Giorgio Rossi dirige l’Associazione Sosta Palmizi operando con impegno allo sviluppo di un luogo di riferimento e di sostegno per la danza italiana nell’ambito della contemporaneità.

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