Di un onesto sentire

on settembre 11 | in collana il giardino salvatico, L'arboreto Edizioni | by | with No Comments

Autore Simona Capra
Traduzione: James Michels

Immagini/opera: Animula vagula blandula di Franco Pozzi

Foto dell’opera: Daniele Casadio

Direzione: Fabio Biondi

Coordinamento: Angela Gorini, Simonetta Piscaglia, Sabrina Raggini

Progetto grafico: Lucrezia Gismondi

Pagine: 96

Rilegatura: in brossura

Dimensione: 23x16x1 cm

Testo: in italiano segue poi traduzione inglese

Prezzo di copertina: € 10,00

ISBN 978-88-905737-1-2

 

I racconti di Simona, scritti nei primi anni del duemila, traggono spunto da fatti di cronaca marginali o da eventi autobiografici. L’architettura espositiva è identica. Ogni racconto è suddiviso in tre brevi momenti narrativi che concorrono a definire il tema prescelto dall’autrice.

Di un onesto sentire
“Delle meditazioni di Simona colpisce l’andamento. La spirale si svolge a partire dal centro, si apre verso l’esterno. Al contrario, la direzione apparente del suo raccontare potrebbe ingannare, in una illusoria promessa di un punto di fuga, di una riduzione prospettica delle premesse, di una concentrazione semantica. Si avanza passo passo con lei, in un costante incedere circolare, i pensieri diventano quasi cose, li sfioriamo – quasi si possono toccare; ma un certo tono pacato, elegantissimo, quasi nonchalant – senza spine, senza sospetto – ci distrae e ci ritroviamo un passo più in là del previsto, dove non c’è più attesa, dove tutto è come già compiuto, sbilanciati su un sottilissimo confine che lascia trapelare appena il baratro (più terribile se traluce tra i timbri umili e sommessi, quasi pacificati: un ossimoro esistenziale). Leggera, è leggerissima. Della leggerezza che fiorisce da radici profonde, da fondamenta di pietra dure e antiche: un’infiorescenza dell’animo, un evanescente aroma dal fondo amaro, tutto corre via, tutto fugge, il galoppo del vento, la bellezza, sola, caduca. Ma lei pre-sente, e non tutto sembra perduto. Una struggente fiducia, un imprescindibile e irriducibile attaccamento alla grazia, alla ferita della vita, la rende inseparabile dalle sue parole, dal suo “tono”. 
(Brano di Letizia Bolognesi tratto dal testo introduttivo al libro)
“I fatti sono ambientati nella provincia italiana, in quella rarefazione cittadina che crede non appartenere alla Storia, né produrne. Tutto appare pressoché secondario e malgrado l’uso sistematico del presente l’evento che il soggetto pensante descrive sembra colpirlo solo lateralmente, quasi in modo indiretto, come se il narrante stesse riferendo di un vissuto d’altri, in un tempo sospeso e lontano. Tutto, in effetti, è già accaduto. Senza rimedio. C’è pacatezza nell’eloquio e cura del dettaglio. Incertezza, incredulità, indignazione sono i sentimenti prevalenti. Il testo è limpido, su una tonalità interrogativa e attraversato dal rammarico”. 
(Brano di Roberto Barbanti tratto dal testo introduttivo al libro)

Simona Capra (1971-2005), scrittrice, studiosa, ideatrice di progetti di lungo corso tra Ravenna, Rimini, Mondaino, Santarcangelo di Romagna, ha collaborato con diversi gruppi culturali e festival fra cui il Teatro degli Dei, Santarcangelo dei Teatri, l’associazione Vaca, L’arboreto di Mondaino. Alle associazioni Rrose Sélavy e Pharos ha dedicato gran parte del suo lavoro di organizzatrice e di artista.


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