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Esercizi di visione
Il laboratorio

Sguardo Memoria Racconto
di Emanuela Surace

« Il mio sogno comincia con l’attore che va giù in platea a strozzare un critico
e legge ad alta voce tutto ciò che ha annotato in materia di umiliazione».
Oh, Bravo, Ingmar Bergman! Finalmente! Quest’immagine dell’attore che scende
in platea per uccidere il critico, per quanto truculenta, mi piace molto: è divertente
ma soprattutto liberatoria. Anche per me che partecipo a un laboratorio consacrato
appunto alla “critica teatrale”. Forse anch’io sono qui per uccidere definitivamente
l’odiata figura. Infatti, ammazzata l’idea stessa del malefico giudice re-censore,
eccomi alla prese con altre più amabili e primarie attività, che hanno in sé il potere
di riconciliarmi con l’esperienza stessa del teatro: lo sguardo, la memoria,
il racconto…
Di fatto, il laboratorio di Massimo Marino non si concentra sulla critica teatrale
in senso stretto. Essendo piuttosto un laboratorio di scritture teatrali che nascono
dall’osservazione di differenti modi possibili di fare teatro: uno spettacolo,
delle prove o un laboratorio. E’ una palestra per osservatori in allenamento.
E’ una riflessione su quelli che sono i meccanismi della cronaca, della visione,
dello scrivere e del trasmettere il racconto dell’esperienza teatrale secondo
differenti punti di vista. Perché diversi possono essere i modi di osservare
e l’arte dell’osservazione, nello specifico quella teatrale, non è solo quella critica.
Certo il primo giorno, con le nostre belle sedioline in cerchio, anche noi ci siamo
chiesti un po’ spauriti chi fosse in fine un critico teatrale. Ma al di là delle definizioni
e delle utopie di ciascuno, quello che in fondo mi sembra più importante nel lavoro
proposto è proprio il pensare e l’agire in funzione del nostro sguardo sul teatro,
in una sorta di continuo gioco della memoria, verso il racconto di ciò che abbiamo
visto e osservato fin nel vivo della creazione artistica.

Di questa prima fase, certamente il ricordo più prezioso resterà per molti di noi
il dialogo istaurato con gli attori ovvero: gli attori del teatro delle Ariette,
Paola, Stefano, Maurizio, Claudio e Gregorio e poi con Marijs Boulogne
della compagnia Buelens Paulina. Nonché il piacere del nostro lavorare in gruppo,
ascoltando i racconti delle diverse visioni e impressioni.
La partecipazione e l’osservazione successiva dei laboratori dell’Arboreto
rappresenterà un’ulteriore è più complessa sperimentazione d’incontro del lavoro
degli artisti presenti quest’anno a Mondaino. Ognuno di noi, in base alle proprie
curiosità e preferenze teatrali, seguirà da vicino un laboratorio scegliendo il modo
a lui più congeniale di raccontarlo e documentarlo.
Le nostre cronache teatrali, le nostre esperienze di osservatori e le storie
che nasceranno dall’incrocio di questi percorsi teatrali diversi, troveranno
da oggi spazio su questo sito.

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