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Residenze
ENDLESS
MEDICATION
TRAGICOMMEDIA DI UNA SANTA
di Chiara Alessi
Endless Medication, agiografia
rivisitata in chiave scatologico patafisica
della vita di Santa Rosa di
Lima, approda a Santarcangelo in italiano,
mentre nella versione originale
vedeva la convivenza bi-lingue delle due
protagoniste: Manah Depaw appartiene
al ceppo francofono, mentre
Maris Boulogne all’area
fiamminga del Belgio. Una ombra dell’altra, si fanno
vicendevolmente
eco; profondamente diverse nella vita per origine e formazione,
rappresentano
non tanto le due facce della femminilità, quanto la dialettica
del
doppio istintività/riflessione eternamente convivente nell’ingenuità naive
che
le contraddistingue fino a confondere gli estremi del gioco e della vita,
della
leggerezza e della gravità, fantasia ingenua e crudele al contempo.
Il
tutto in un teatro che, riproponendo le sue origini, si serve di pochissimi
elementi
scenografici: una fisarmonica, una torcia elettrica magistralmente
tenuta
tra le ginocchia a rendere gli scarsissimi effetti speciali, un bambolotto
plastificato,
qualche barattolino…: oggetti che sembrano raffozzanati
nella
stanza di due bambine per una storia ricostruita con toni così sorprendentemente
fantasitici da non rischiare di scadere in volgarità o blasfemia.
A Santarcangelo
l’italiano volutamente “strafalcionato” mantiene
solo pochi inserti sparsi
in francese, fino al climax finale della nenia
in lingua originale in cui le attrici
sembrano catarticamente riprendersi
dopo lo strenuo del gioco.
Di gioco infatti si può parlare considerato
il registro divertentemente grottesco
con cui le due esilaranti complici
affrontano questa tragicommedia che non
mancherà di sorprendere gli
osservatori.
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