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Residenze
ENDLESS
MEDICATION
LA STRANA STORIA DI ROSA, SANTA FRA DELIRIO E IRONIA
di Nicoletta Pasolini.
Il duo belga Buelens
Paulina debutta al Festival di Santarcangelo dei Teatri
con Endless Medication,
favola magica e tremenda liberamente ispirata
alla vita di Santa Rosa da
Lima, mistica spagnola vissuta in Perù fra XVI
e XVII secolo.
Rosa, nell’agiografia surreale inventata dalle due giovanissime interpreti,
la
fiamminga Marijs Boulogne e la vallona Manah Depaw, è un brava
bambina
che sogna di diventare un giorno un fachiro, e che si trova suo malgrado
madre
del nuovo messia per mano di un Dio distratto e pasticcione nei cui
sventati
movimenti albergano tutte le sorti umane.
L’uccisione del figlio di Dio, un mostruoso bambolotto in plastica
dalla testa
enorme che affligge il mondo con ordini crudeli ed insensati,
provoca alla
sventurata madre assassina, divenuta ormai completamente pazza,
la condanna,
da parte di un imperscrutabile tribunale celeste, alla medicazione
eterna,
l’assunzione quotidiana della pillola anticoncezionale.
Ma se è vero che le vie della beatitudine possono essere imprevedibili,
l’estasi
per Rosa arriverà attraverso una vera e propria intossicazione
da farmaci,
che la nostra, inascoltata e in preda alla disperazione,
si procurerà ingoiando
tutte assieme le pillole della sua cura eterna.
Con la freschezza ed immediatezza del teatro di strada, la deliziosa sacra
rappresentazione prende forma in uno spazio vuoto, incorniciato dalle quinte
di
un siparietto improvvisato, dove semplici oggetti attendono appoggiati
qua
e là di essere trasformati in altro dalla potenza evocativa delle
due attrici.
Un’anguria attaccata con un po’ di nastro adesivo
diviene così il ventre gravido
della madre del nuovo messia, un cucchiaio
lo strumento col quale un improbabile
medico divino saggerà (nel vero
senso della parola!) il procedere della
gravidanza, una torcia elettrica
la fonte rivelatrice della volontà celeste.
Il testo, tradotto in un italiano volutamente pasticciato da Francesca Mazzucato,
ricco
di non-sens e giochi di parole, è stato rappresentato per la
prima volta
nel 2001 nella sua versione originale, un curioso connubio di
fiammingo
e francese, una sorta di lingua fantastica che sintetizza non solo
le due anime
della compagnia, ma anche due diversi modi di intendere il teatro,
in continua
oscillazione fra patetismo e concretezza, misticismo e realtà,
partecipazione
e distacco.
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