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Residenze
SCRITTURE
AL PRESENTE
AUTORI, SCRITTORI E ATTORI SI CONFRONTANO
CON
L’ESPERIENZA
MILANESE DI CITTA’ IN CONDOMINIO
di Chiara Alessi
“Chi siete?”
E’ un
gruppo eterogeneo quello che incrociamo all’Arboreto. Non
solo le
aspettative e gli intendimenti dei partecipanti sono all’inizio
parzialmente confusi,
ma anche “per vocazione” ci si trova a
che fare con persone provenienti da
diversi ambienti lavorativi del teatro.
Se il programma originario aveva previsto
la partecipazione ristretta del “comitato
centrale” coordinatore dell’iniziativa
(Renata Molinari, Renata
Ciaravino, Giampaolo Spinato, Tommaso Urselli,
Roberto Traverso), l’invito
ha raccolto l’adesione convinta anche di una
delegazione di attori
(Tommaso Banfi, Claudio Raimondo, Stefania Casiraghi
e Marta Comerio), di
drammaturghi (Magda Barile, Gianluca de Col e Paolo Trotti)
e della regista
Maria Antonia Pingitore. Capiamo perché l’allargamento alle
altre
funzionalità del teatro, al di là degli inevitabili inciampi
organizzativi, si è ritenuto
indispensabile in occasione della residenza
all’Arboreto. Per la prima volta,
dalla nascita del progetto, è stato
possibile infatti assistere al confronto/incontro
tra tutte le rappresentanze
di “Città in condominio”, in primis tra autori e attori.
Il
coinvolgimento attivo di questi ultimi, pur nella legittima difesa delle
reciproche
differenziazioni, ha fornito secondo i relatori un contributo
fondamentale nella
interrogazione su ruoli e competenze all’interno
del progetto. Chi è chi? I primi
a reclamare una ridefinizione dei
termini sono gli stessi relatori: intendersi sui
significati e utilizzare
un’unica lingua, si comincia con l’abbici.
Giampaolo Spinato ha proposto di riflettere su una nuova modalità di
“studio/laboratorio” che
si compie nell’iterazione originaria tra i tre “personaggi”
della
scena: il testo di parola, quello dell’attore e la regia come congiunzione
delle
parti. L’iniziativa è tesa all’incontro tra chi
si dichiara incapace di leggere
e “chi ha paura di scrivere” (gli
autori e gli attori): ognuno dovrebbe fornire
il suo contributo alla pratica
degli incontri pubblici e all’elaborazione in privato
delle riflessioni
teoriche.
Espressi i vicendevoli dubbi, si tenta di fornire risposte anche provvisorie.
Ci
si mette in discussione e si definiscono i punti centrali; si hanno intenzioni
precise,
desideri inespressi, aspettative incerte e se ne parla. Si parlerà molto
in
questi tre giorni. Poi si riparte con nuove domande.
- “CHI SIETE?” >>>
di Chiara Alessi
- “CHE COSA FATE?” >>>
di Chiara Alessi
- “QUANDO?” >>>
di Chiara Alessi
- “E COME?” >>>
di Chiara Alessi
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