Anche il fango ci è stato alleato | Teatro Valdoca

Data / Ora
19 Maggio 2019
ore: 18:00

Categoria



Incontro speciale con la comunità di Mondaino e la comunità creativa dell’Arboreto

Torniamo a Mondaino, al suo Teatro, al bosco intorno, lì dove abbiamo vissuto un tempo fecondo, carico di ardore e avventura, un tempo raro di vita insieme e di arte. 
Torniamo per raccontare ciò che da lì ha continuato a nascere e soprattutto per dire ancora un grazie, al Genius Loci, e poi alle facce care, che si sono inventate e tengono in vita L’arboreto e ci hanno ospitati, al paese, alla natura intorno. 
Anche il fango di Mondaino ci è stato alleato, giù nei fossi di fondovalle dove andavamo a raccogliere le forze.
In una grande mappa dei luoghi incantati del mondo, ecco, questo paese col suo teatro, è per noi una cuspide scintillante. 
Teatro Valdoca

 

Una Dimora per il Teatro Valdoca

Dal 7 gennaio al 23 marzo 2017 Teatro Valdoca è stato in residenza a L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino per la preparazione di Giuramenti, al debutto al Teatro Bonci il 12 aprile, poi in turnè. Frutto di tre mesi ininterrotti di lavoro, tra prove e vita in comune, Giuramenti è un grande affresco che tenta un modo radicale, plenario e arcaico di fare teatro, e torna al cuore del lavoro trentennale della compagnia. Regia, scene e luci sono di Cesare Ronconi, la Compagnia vede all’opera Mariangela Gualtieri per i testi originali, Lucia Palladino per la drammaturgia del corpo, Lorella Barlaam per il pensiero teorico ed Elena Griggio come guida al canto. Dodici i giovani interpreti: Arianna Aragno, Elena Bastogi, Silvia Curreli, Elena Griggio, Rossella Guidotti, Lucia Palladino, Alessandro Percuoco, Ondina Quadri, Piero Ramella, Marcus Richter, Gianfranco Scisci, Stefania Ventura. La produzione di Giuramenti ha intrecciato una rete di realtà individuate con precisione sul territorio, ed è in collaborazione con L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e Teatro Petrella di Longiano, con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e con il sostegno di Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Il passo successivo è Il Seme della Tempesta. Trilogia dei Giuramenti, progetto speciale che, dopo il debutto al Napoli Teatro Festival Italia (giugno 2018), sarà nel maggio 2019 all’Arena del Sole di Bologna.

http://bologna.emiliaromagnateatro.com/spettacolo/il-seme-della-tempesta/

Nel corso del lavoro a Mondaino, inoltre, è stato girato il docufilm Gli Indocili, di Ana Shametaj, prodotto da Ubulibri in collaborazione con Rai Cinema, focalizzato sull’esperienza degli attori di Giuramenti, sul loro processo di ricerca, attraverso il lavoro sul corpo, sul verso, sul canto.

 

Programma della giornata

> Ore 18
Una conversazione con Cesare Ronconi, Mariangela Gualtieri e gli attori di Giuramenti, con brevi incursioni teatrali del Coro, ripercorrerà i tre mesi ininterrotti di lavoro, tra prove e vita in comune da cui è scaturito lo spettacolo.
Coro: Arianna Aragno , Elena Bastogi , Silvia Jill Léa Curreli, Elena Griggio, Rossella Guidotti, Lucia Palladino , Alessandro Percuoco, Ondina Quadri, Piero Ramella, Marcus Richter, Gianfranco Scisci, Stefania Ventura

Presentazione Album dei Giuramenti di Teatro Valdoca, edito da Quodlibet, libro d’arte che condensa il lavoro artistico, poetico e teorico di Giuramenti.
Due volumetti: l’Album dei Giuramenti, con una parte teorica, di Lorella Barlaam, e il testo originale di Mariangela Gualtieri, e le Tavole dei Giuramenti, con inedite tavole sinottiche create da Cesare Ronconi.

> A seguire
Proiezione del documentario Gli Indocili (Ubulibri in collaborazione con Rai Cinema, 2019, 1h 7 min.), girato nel corso della residenza, introdotto dalla regista Ana Miranda Shametaj
Trailer del documentario >>>

> Coronamento dell’incontro
Al Monte del Daino
lettura di poesie di e con Mariangela Gualtieri

> In conclusione
Speciale convivio

Teatro Valdoca nasce nei primi anni ottanta dal sodalizio fra Cesare Ronconi, regista, e Mariangela Gualtieri, poeta e drammaturga.
Dapprima è un collettivo, un gruppo di musica e teatro senza mansioni differenziate, il Collettivo Valdoca. È a metà degli anni settanta che matura la vocazione teatrale dei due fondatori. Grazie infatti a una borsa di studio in Polonia, Ronconi e Gualtieri incontrano a Cracovia il lavoro di Kantor, prima che il Cricot venisse in Italia, e il Teatro Laboratorio di Grotowski, partecipando a Wroclaw all’indimanticabile Tree of people e assistendo ad Apocalypsis cum Figuris, con gli attori storici del gruppo grotowskiano. Nello stesso periodo, in America, conoscono l’esperienza di Peter Shumann e del Bread and Puppet, il lavoro di Bob Wilson, di Richard Foreman, dello Squat Theatre appena arrivato in USA dall’Ungheria. Ma la figura più sorprendente e di maggior riferimento è, già in quegli anni, Carmelo Bene. Sono anni di forte inquietudine che trova sfogo in viaggi solitari per il mondo (Brasile, Burkina Faso, Spagna, America del Nord) e anche in una lunga residenza di tutta la compagnia in un piccolo villaggio della Tanzania. Fin da principio vi è stretta collaborazione con gli artisti più amati del proprio tempo, soprattutto pittori, scultori, compositori e musicisti, e vi è anche una cura meticolosa dell’apparato di amplificazione del suono. Dopo l’incontro con il poeta Milo De Angelis, nel 1985, la Valdoca dà vita a una Scuola di Poesia da lui diretta, grazie alla quale, nel corso di tre edizioni, la Compagnia incontra i maggiori poeti italiani: Fortini, Luzi, Bigongiari, Loi, Cucchi, Sicari, Rosselli, Merini, Majorino e altri. È dopo questi incontri e a seguito di altre decisive esperienze personali, che Mariangela Gualtieri comincia a scrivere versi, sospendendo il ruolo di attrice e assumendo quello di drammaturga, mentre Cesare Ronconi affianca alla regia una ininterrotta attività pedagogica grazie alla quale formerà i propri attori e danzatori.
Il tratto più caratteristico della poetica di Valdoca è dato dall’epicità dei suoi attori, sempre tesi verso il sovrumano e il sub-umano, dunque fra eroe e divinità da un lato, animalità, infanzia e deformità dall’altro, nella rinuncia alla narrazione, ai temi sociali, all’attualità e alla cronaca. Per questo l’attore è spesso anche corpo danzante, fortemente dotato di espressività nella voce, nel movimento e nella stasi. Accanto al ruolo decisivo dell’attore vi è la particolarità della parola di cui questo attore viene dotato: una parola che è sempre verso poetico, sempre inedita e calzante con la scrittura registica, scritta spesso a ridosso della scene e vicinissima ai dettami della regia.
La presenza frequente di musica dal vivo, l’attenzione al presente della scena, la bassa progettualità, insieme a quanto detto sopra, fanno degli spettacoli di questa Compagnia eventi carichi di ritualità, in cui il gioco delle forze e delle energie della scena conduce lo spettatore dentro l’esperienza della visione, e fanno del pubblico una comunità partecipe e in ascolto.

www.teatrovaldoca.org


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