Il Teatro si fa Dimora delle arti visive e si apre a nuovi sguardi d’autore. In accordo con il nostro essere, la storia sia ambientale sia culturale che caratterizza L’arboreto come un ecosistema che accoglie in armonia un insieme di relazioni, di rapporti tra più discipline come succede per le tante e diverse specie arboree, abbiamo dato vita a un nuovo progetto.
Crediamo che l’organizzazione e la promozione delle attività culturali siano strumenti chiave per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale disponibile sul territorio, e non solo. Crediamo che il desiderio di conoscere sé stessi come singoli ma anche come parte di un progetto civile e storico e culturale che ci rende comuni debba accompagnare anche la nostra visione di laboratorio che si apre a molteplici esperienze di visioni. Crediamo anche che, in un’epoca come la nostra fortemente segnata dalla necessità di momenti di aggregazione e incontro sociali sia necessario sempre di più creare dei luoghi di comunità.
D.E.A. e il Teatro Dimora saranno quel luogo di incontro, una galleria d’arte temporanea che nasce con lo scopo di aprire un dialogo fra il territorio e il teatro.
D.E.A. è l’acronimo per Dimora di Esposizioni d’Arte. Con l’intento di creare un circuito di relazioni e scambi tra artisti visivi e artisti in residenza il foyer diventa palcoscenico degli immaginari attraversati dagli artisti. Ad abitare temporaneamente lo spazio che limita la scena saranno le opere di artisti che hanno scelto il nostro territorio e le zone limitrofe come habitat di vita. Il Teatro Dimora e le loro opere accompagneranno gli spettatori, e tutti i nomadi del teatro, durante le aperture pubbliche delle residenze. Ogni esposizione durerà alcuni mesi.
2026 – Inserirefloppino
MUTA
“Nella Natura selvaggia e disordinata si cela una segreta armonia. Passeggiando dentro agli intrecci dell’edera, tra i fragili pioppi che cadendo ritornano alla terra, tra querce maestose a cui puoi dare un nome e che dominano le colline, in quest’arena della vita, ogni frammento visivo, anche il più comune, si trasforma in suggestione. E così, anche un angolo qualsiasi del bosco circostant e diventa un tentativo di ricomposizione, di riconnessione caotica con la Natura che muta e ci restituisce la magia di un altro punto di vista” Annalisa Trapani
Inserirefloppino (Marco Migani, Rimini 1983) è artista visivo e musicista attivo dal 2001. La sua ricerca indaga le connessioni tra geometria e free form, astratto e figurativo, estetica urbana e naturale. Queste le linee guida attraverso le quali si muove la sua produzione composta da collage carta su carta, musica e fotografia. instagram.com/inserirefloppino
2025 – L’altro mare – associazione cultura territorio
SEDIMENTI. ESPLORAZIONE DI TRACCE SOMMERSE
Siamo lieti di annunciare per quest’anno la collaborazione tra D.E.A. – Dimora di Esposizioni d’Arte, lo spazio dedicato all’arte visiva ospitato nel foyer del Teatro Dimora, e l’associazione L’altro mare. Questa sinergia nasce dal desiderio condiviso di esplorare e reinterpretare il rapporto tra l’uomo, la natura e il territorio attraverso l’arte e la cultura.
L’altro mare, collettivo composto da Laura D’Amico, Gabriele Nastro, Nina Dubois, Alba Rossi, Gloria Palmerini, Nicola Cannizzo, Samuele Andruccioli, Vincenzo Marcone e Lorena Grisel De Bonis coinvolge il pubblico in esperienze artistiche e riflessive che si propongono di superare il confine della stagione balneare, proponendo il mare come spazio di ascolto e autenticità verso se stessi e l’altro.
Questa collaborazione darà vita a un’installazione site specific dedicata all’osservazione, all’ascolto e al racconto del territorio di Mondaino in dialogo con il mare. L’obiettivo è creare spazi dove le persone possano riconnettersi con il mare e con la propria natura, trasformando luoghi conosciuti in territori di scoperta e introspezione.
L’altro mare nasce come un collettivo di persone unite dal desiderio di esplorare e di reinterpretare il rapporto tra l’uomo, la natura e il territorio. Attraverso un approccio antropologico l’associazione invita il pubblico a vivere esperienze artistiche e riflessive che superano il confine della stagione balneare, proponendo il mare come uno spazio di ascolto e di autenticità verso se stessi e l’altro. www.laltromare.com
2024 – Mirco Lorenzi
ALBERI
Un soggetto ordinario che si complica con il semplice gioco degli specchi;
l’intricata struttura che si genera offre diverse possibilità di lettura che cambiano ogni volta che cambia lo spettatore.
La percezione della fotografia come oggetto tende a svanire per lasciare spazio all’immaginazione.
Mirco Lorenzi. Nasce in una famiglia di fotografi. Studia a Urbino, Milano, Brighton, Londra, Kawasaki, Tokyo. Allo studio della fotografia affianca esperienze lavorative e collaborazioni con fotografi di diverse competenze. Amante della vita di paese e orgoglioso di portare avanti l’attività di famiglia.
2024 – Annalisa Trapani e Laura Nomisake
SUCCULENTE
Tavole illustrate che intrecciano corpo, botanica e immaginazione narrativa.
2023 – Veronica Guerra
LA SECONDA BALLERINA
Installazione site-specific che presenta i performing remains di una performance, tra biografia latente, memoria e presenza fantasmatica.
2022 – Giulia Betti
TREBISONDA
Una serie di disegni che esplora il gesto dello scavo come pratica intima.
2022 – Andrea Bonetti
RESPIRI PERSI
Disegni che restituiscono il respiro come traccia fragile e intermittente.
2021 – Simone Rossi
PAGINE DI TERRA
Un’installazione realizzata con argille e terre raccolte tra Marche e Romagna, che indaga i luoghi delle origini attraverso la composizione materica.
2021 – Riccardo Chitarrari
OSSESSIONE CHROMA
Una ricerca pittorica sul colore come forza simbolica e percettiva.
2020 – Roberto Dalmaso
RICHIAMI MATERICI
Interventi materici che attivano risonanze tra superficie e spazio.
2019 – Annarita Baldarelli
1, 2, 3… A “GIOCARE” TOCCA A TE!
Una serie di disegni sviluppata all’interno di un’installazione partecipativa che invita al gioco come pratica relazionale.
2019 – Veronica Azzinari
COGLIERE E RESTITUIRE – CARTOGRAFIE DELL’ORIGINE
Mappe intime e gesti di restituzione tra memoria e territorio.
2019 – Phelan Black
I LOVE RIMINI
Un immaginario pittorico ironico e affettivo legato al territorio.
« La Valle dei Teatri – Rete Teatrale Valconca Chiedi all’Artista »









