D.E.A. | Dimora di Esposizioni d’Arte

on Aprile 1 | in Sguardi | by | with No Comments

Il Teatro si fa Dimora delle arti visive e si apre a nuovi sguardi d’autore. In accordo con il nostro essere, la storia sia ambientale sia culturale che caratterizza L’arboreto come un ecosistema che accoglie in armonia un insieme di relazioni, di rapporti tra più discipline come succede per le tante e diverse specie arboree, abbiamo dato vita a un nuovo progetto.

Crediamo che l’organizzazione e la promozione delle attività culturali siano strumenti chiave per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale disponibile sul territorio, e non solo. Crediamo che il desiderio di conoscere sé stessi come singoli ma anche come parte di un progetto civile e storico e culturale che ci rende comuni debba accompagnare anche la nostra visione di laboratorio che si apre a molteplici esperienze di visioni. Crediamo anche che, in un’epoca come la nostra fortemente segnata dalla necessità di momenti di aggregazione e incontro sociali sia necessario sempre di più creare dei luoghi di comunità.

D.E.A. e il Teatro Dimora saranno quel luogo di incontro, una galleria d’arte temporanea che nasce con lo scopo di aprire un dialogo fra il territorio e il teatro.

D.E.A. è l’acronimo per Dimora di Esposizioni d’Arte. Con l’intento di creare un circuito di relazioni e scambi tra artisti visivi e artisti in residenza il foyer diventa palcoscenico degli immaginari attraversati dagli artisti. Ad abitare temporaneamente lo spazio che limita la scena saranno le opere di artisti che hanno scelto il nostro territorio e le zone limitrofe come habitat di vita. Il Teatro Dimora e le loro opere accompagneranno gli spettatori, e tutti i nomadi del teatro, durante le aperture pubbliche delle residenze. Ogni esposizione durerà alcuni mesi.

 


 

Anna Rita Baldarelli
1, 2, 3… A “giocare” tocca a te!
allestimento a cura di Antonio Rinaldi

La mostra sarà visitabile in occasione delle prove aperte al Teatro Dimora con la presenza della curatrice del progetto D.E.A. Francesca Giuliani, dal 20 settembre al 3 dicembre:

venerdì 20 settembre – prova aperta : KEO di Elena Sgarbossa

domenica 3 novembre – prova aperta: Moby Dick di Francesco Niccolini – Luigi D’Elia

domenica 1 dicembre – prova aperta: Ogni cosa servirà per il suo scopo contrario di Big Action Money

 

Le tavole che compongono questa mostra, alcune in stretto collegamento narrativo fra loro, altre appartenenti ad altre storyboard, conducono lo spettatore nell’estetica figurativa di quest’artista che colora di poesia le figure gettandole in atmosfere da sogno. 1, 2, 3… A “giocare” tocca a te! è il titolo di questa mostra che prende il via dall’immagine che è stata selezionata come copertina dell’evento.

In un bosco incantato, dominato da tonalità violette, si muovono tre animali che affiancano una fanciulla che sembra avvolta da un’aurea di mistica sacralità. Ha il cuore aperto la giovane; un cuore che è parte del bosco stesso. Cosa ascolta? Il battito? Perché conta? Sta giocando? O sta scegliendo? Che cosa cerca? Un carattere, forse, una sembianza? Deve optare tra una di quelle animalità che le si muovono attorno, in quello spazio che la ospita? Con 1, 2, 3… A “giocare” tocca a te! l’artista ci fa immergere in un immaginario che sembra non abbandonare mai lo spirito dell’infanzia; i suoi personaggi abitano un mondo così surreale da apparire reale. Il protagonista principale di ogni micro narrazione, o meglio il soggetto e la causa prima di ogni azione, è l’animale che, sotto le spoglie di uccello, fiera di foresta, o mansueta bestia da soma percorre ognuna delle tavole presenti.

Il superamento delle difficoltà sembra essere la traccia positiva che attraversa le opere dell’artista, come nelle tre tavole in bianco e nero che raffigurano una dolce bambina che, affiancata dal suo animale guida, impara ad andare in bici; o come nei disegni ispirati alla famosa fiaba dei fratelli Grimm, I musicanti di Brema, l’asino che sogna di raggiunge un futuro altro e migliore e lo raggiungerà. E ancora l’animalità come l’alter ego come uno dei caratteri che popola l’umanità stessa, lo scorrere del tempo, la natura onirica ma mai nemica, sono alcuni dei temi che si possono ritrovare percorrendo queste opere. Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita, vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare. Così scriveva Bruno Munari. Così queste tavole dischiudono attraverso le loro figure e i loro ambienti poetici racconti costrudendoli come segreti. Quei segreti che sono sogni ai quali ognuno di noi prova a rimanere aggrappato per non perder l’ultimo brandello di stupore che solo l’infanzia può cavalcare.

Francesca Giuliani

Anna Rita Baldarelli nasce a Pesaro, si diploma presso l’ISA di Pesaro e successivamente frequenta il biennio di Perfezionamento nella sezione di cinema di animazione all’ISA di Urbino. Dopo una breve esperienza di lavoro come apprendista ceramista si appassiona all’arte della ceramica e contribuisce alla valorizzazione dell’antica tradizione della maiolica mondainese. Prende parte a corsi di formazione nel campo dell’illustrazione per l’editoria presso la Scuola Internazionale di Comics a Jesi e presso Ars in Fabula Scuola di Illustrazione di Macerata. Partecipa con alcune opere a mostre collettive di illustrazione d’autore: “Acchiappasogni” presso Artem di Pesaro, “I bambini ci guardano dai libri” presso Museo Civico di Perugia, “Ad illustrar le storie” presso Passi D’arte in Vicolo Tebaldi di Pesaro. Collabora alla realizzazione della sigla della 55° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Recentemente è stata selezionata al Festival di Street Poster Art promosso da Cheap nella città di Bologna.

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