Xebeche [csebece]

Data / Ora
27 aprile 2016 - 06 maggio 2016

Categoria



residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo  di gruppo nanou

Progetto di residenza condiviso da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Olinda – ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano
Centrale Fies di Dro.

Lo spazio coreografico è una campitura in cui il corpo è una traccia residua, un’impronta.
Pure presenze, corpi tesi oltre la danza verso confini incerti, di ambienti, luci, oggetti, suoni, a formare labirinti intricati o quadri apparentemente tersi, segni essenziali per suonare allarmi sul nostro presente confuso, disperso, in cerca di visioni e smarrito nelle seduzioni delle immagini. E’ un lavoro sugli echi, sulle assonanze. Isolando la figura, la situazione, annullando la narrazione, si creano scene di avvicendamento onirico. Più ancora che nei lavori precedenti, si gioca a isolare i corpi nel tempo e nello spazio.
Continua la tendenza a creare ambienti attraverso luci e scenografie, in questo caso separando con cesure ancora più nette ogni possibile collegamento: cerchiamo di afferrare la pittoricità dell’azione, quadri in movimento che si incalzano in continuazione in più ambienti netti e definiti.
Procedere attraverso il rigore di una strategia creativa, giocata sulla formalizzazione della figura e del recinto che la perimetra: spazio interno come misura specifica del quadro e dell’esistenza rappresentata. Forma antropomorfica inevitabilmente in conflitto con il recinto geometrico. La geometria di tale recinto assume l’esperimento retorico della perfezione, in quanto funzionale allo scatenamento prodotto sulla figura interna spaesata in un centro impossibile.
Un infinito piano sequenza che si intreccia e si riversa su se stesso fino a diventare nodo e quindi a scoppiare.
Una moltitudine di “parole”, “parlare ad alta voce”, fuggendo continuamente dalla concatenazione degli eventi, “senza dire nulla”.

gruppo nanou nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come luogo di incontro dei diversi linguaggi e sensibilità che caratterizzano la ricerca artistica di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. In questo contesto corpo, il suono e l’immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita ad un’opera organica.
gruppo nanou concentra la propria ricerca sul corpo, inteso come: corpo sonoro, corpo/oggetto, corpo/luce, elementi che si situano sullo stesso piano del corpo del performer, il quale diviene segno tra i segni. Di conseguenza la coreografia è assunta come linguaggio comune alle diverse specializzazioni artistiche che dialogano sulla scena. Vi è una coreografia dell’immagine, il cui movimento è dato da un peculiare utilizzo della luce, ed una coreografia del suono, che non solo accompagna, ma suggerisce e talvolta svela la direzione stessa del corpo e del movimento.
L’immagine ricerca un altrove, in grado di sottrarre gli oggetti del reale all’oggettività di cui godono, lasciare fuori scena l’azione che funge da movente per osservare ciò che resta (l’indizio) o ciò che si dona come dato di fatto, carico di mistero, con lo scopo di riconoscere nei luoghi della quotidianità e dell’intimità quella piega da cui deflagra il dato conturbante.
Il primo lavoro della compagnia è Namoro, datato 2005, una parabola coreografica sull’incontro di due esseri umani e la costruzione dei primi scambi amorosi.
Vincitore del premio GD’A – Giovani Danz’Autori e inserito in una programmazione nazionale. È la volta di desert-inn [il quarto uomo] (2006, ripreso nel 2008), una sorta di viaggio nel subcosciente a partire da un romanzo noir di James Ellroy, che mescola atmosfere astratte a particolari estremamente quotidiani e riconoscibili.
Erotismo e bestialità sono i temi di Sulla conoscenza irrazionale dell’oggetto [tracce verso il nulla] (2008). Tra il 2008 e il 2011 viene prodotto il progetto Motel, trilogia composta da Prima Stanza, Seconda Stanza e Anticamera che costruisce un viaggio in una dimensione spazio-temporale quasi ciclica. Sport (2011) è un solo che ragiona sulla fragilità trapiantando alcuni esercizi ginnici in un ambiente buio, attraversato da fasci di luce e da un soundscape che riproduce, al contempo, la dimensione interna e quella pubblica di un atleta nel suo esercizio. Gli ultimi tre lavori sono progetti composti da più step: Dancing Hall (2012/2013), Strettamente Confidenziale (2013/2015) e J.D., tutt’ora in corso, incentrato sulla perdita dell’identità e diviso nei passi dal titolo John Doe, Baby Doe , Xebeche e Jane Doe.
http://www.grupponanou.it/

Prova aperta

06 maggio 2016
ore: 21:00
Entrata libera
L’arboreto – Teatro Dimora
Mondaino
Xebeche [csebece]
Prova aperta

coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Marta Bellu, Rhuena Bracci Enrica Linlaud, Marco Maretti, Rachele Montis, Davide Tagliavini suono: Roberto Rettura scene Giovanni Marocco light design: Fabio Sajiz


Sto caricando la mappa ....
Gli uomini sono strade...