Party Girl | Francesco Marilungo

Data / Ora
04 Giugno 2021
ore: 21:00

Luogo
Teatro Errico Petrella

Longiano


Prova aperta al pubblico nella modalità che sarà possibile realizzare
Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi #1

regia e coreografia Francesco Marilungo
con Alice Raffaelli, Barbara Novati, Roberta Racis
assistente alla regia Francesco Napoli

light design Gianni Staropoli; video Gianmaria Borzillo, Francesco Marilungo
costumi Efisio Marras; management e promozione Domenico Garofalo

Progetto vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2020.
Progetto vincitore di Cross Award 2020

Produzione Compagnia di Danza Körper; coproduzione Danae Festival, Festival MilanOltre; con il supporto di Gender Bender Festival, Did Studio/Nao Performing Festival; con il sostegno di Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt); Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale); con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche – azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora

Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi
percorso di accoglienza e residenza per creazioni coreografichesesta edizione
Progetto artistico e organizzativo condiviso da Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale), Teatro Petrella di Longiano

 

Un’indagine sul concetto di corpo femminile come oggetto del desiderio a partire da una riflessione di Georges Bataille che individua l’essenza stessa del desiderio nella figura della prostituta. Immagine quasi archetipica che rappresenta la morte sotto la maschera della vita e che pertanto ha il significato stesso dell’erotismo definito dallo stesso Bataille come il luogo in cui morte e vita si confondono.
La prostituzione fa di un corpo offerto un oggetto morto, o meglio il punto morto dello scatenamento delle passioni. Il corpo diviene puro oggetto del desiderio ed è proprio il suo stato di passività che permette a chi lo osserva di associargli una figura che lo corrisponda. L’oggetto del desiderio deve esistere per il desiderio dell’altro.

In Party Girl il processo di oggettivazione rende il corpo umano quasi inorganico. A partire da posture e movimenti capaci di innescare il desiderio nell’immaginario collettivo, le performer costruiscono una danza minimale costituita da un alfabeto stilizzato, rallentato, sospeso. La componente sensuale ed erotica viene completamente annullata da un corpo che mano a mano perde vita, si fa oggetto, manichino.

Questa assenza di volontà è acuita dalla presenza di una voce fuori campo che, attraverso comandi impartiti alle danzatrici, modella in tempo reale la struttura della performance.

Indelebili tracce del lavoro sono le interviste e le fotografie di Antoine D’Agata, le testimonianze dirette di associazioni che recuperano ragazze di strada, gli incontri con antropologi e sex-workers.

In scena tre televisori: reperti abbandonati che trasmettono video di paesaggi, strade, night club, appartamenti privati, luoghi di frontiera in cui tutto ciò che non è lecito può trovare spazio.

Tu mi chiami Iku, ma il mio nome è Izumi.
Quando tu mi filmi, la telecamera registra. Quando i clienti mi guardano la
loro memoria registra. Nella penombra lentamente apro gli occhi scorgo il
viso dei clienti. Sento il loro sguardo posarsi su di me. La luce diventa più
forte io danzo sul palcoscenico e mi sento esposta. Mi spoglio lentamente e
gli sguardi si intensificano ed io sprofondo. Chiudo gli occhi, accarezzo il
mio corpo e quando lo guardo di nuovo, un bagliore nell’oscurità mi separa
dalla realtà e il mondo diventa più bello. Non mi rendo conto del momento in
cui la mia coscienza scivola via. In quella condizione una parte di me che
abitualmente nascondo appare. Quando la sensazione è la stessa sul palco
e nella sala, provo piacere e danzo come in un sogno.
Alcuni fissano il mio corpo, altri il palcoscenico. Gli sguardi arrivano da
ovunque su ogni parte del mio corpo.
(Aka Ana, Antoine D’Agata)

 

Francesco Marilungo Attento al rigore compositivo di matrice RTC (Real Time Composition), focalizza il suo interesse nella creazione di atmosfere, frutto della giustapposizione di immagini strutturate su più livelli di rappresentazione. Nei suoi lavori ricorre al corpo come portatore del duplice valore iconico/narrativo per indagare le figure archetipiche dell’inconscio collettivo con particolare attenzione al perturbante, a tutto ciò che è connesso al desiderio interdetto. Il lavoro raggiunge un originale sviluppo in sala prove solo in seguito a un’attenta ricerca che attraversa e coniuga più campi: dopo aver indagato un soggetto attraverso la scrittura, la lettura, la discussione e la ricerca audiovisiva, traduce attraverso il corpo l’immaginario maturato. Come diretta conseguenza della sua formazione scientifica, i suoi lavori hanno una struttura matematico-cartesiana. Ogni elemento scenico viene considerato come un’entità complessa costituita da una miriade di equazioni che vanno a costituire l’intero sistema della performance.

 


Residenza creativa

24 Maggio 2021 - 07 Giugno 2021

Teatro Errico Petrella
Longiano
Party Girl | Francesco Marilungo

residenza creativa per la ricerca e la produzione del nuovo spettacolo di Francesco Marilungo


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