Volcano #3 – I nostri corpi barcollano sulla grazia della vostra postura

Data / Ora
13 novembre 2017 - 19 novembre 2017



laboratorio di danza condotto da Kat Válastur

terzo incontro – del progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee
Volcano – coreografia e complessità
ideato e condotto dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi

progetto inserito in
Botteghe d’arte XL – luoghi e progetti di formazione e trasmissione del sapere
Azione del Network Anticorpi XL
coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

condivisa con
Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare | Lavanderia a Vapore – Centro Regionale per la Danza;
CSC – Centro per la Scena Contemporanea | Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa

Il suo è stato un movimento, anche se è capitato lontano dai nostri occhi, non abbiamo potuto vedere, ma abbiamo potuto sentire che succede dentro la gola, dalle nostre viscere, per muoversi come un albero che cresce, e noi, i nostri corpi, hanno dovuto muoversi affinché i rami potessero trovare spazio per crescere.    

Ciò che è sconcertante nella danza non è ciò che esige dal corpo ma ciò che la danza richiede a se stessi; la totalità del coinvolgimento è schiacciante. Non vi è dubbio che non esista divisione tra ciò che noi consideriamo il sé e il corpo. Il processo di creazione (arte) è correlato al modo in cui comprendiamo l’oscurità della vita quale essenza dell’essere umano. Ponendosi nella condizione di assimilare questa percezione, l’atto della creazione potrebbe essere l’unico processo per liberare l’intelletto dalla sua agonia. Nella danza, questa dimensione introspettiva, viene esteriorizzata attraverso il corpo pur rimanendo, al contempo, racchiusa in esso. Non c’è separazione fra il mezzo e il gesto. La danza, dunque, potrebbe essere vista come una convivenza segreta di due corpi: il corpo fisico e quello visivo. Nel laboratorio andremo a creare le condizioni che ci permettono di esplorare a fondo questa convivenza, con l’aspirazione che questo processo possa condurre a una scrittura coreografica personale, rivolta al mondo in cui sperimentiamo/attiviamo la nostra postura.

Kat Válastur è una coreografa e performer berlinese. Ha studiato danza presso the Hellenic School of Dance e al Trisha Brown Studios di New York con una Fulbright scholarship. Ha ricevuto un Master dalla SODA: Master Program at the Inter-University for Dance in Berlin. La frammentazione, l’intervallo di tempo, l’entropia e il virtuale, sono alcune delle nozioni che emergono dalle sue opere di danza, attraverso la creazione di uno specifico campo di forza immaginaria in cui gli artisti sono esposti. Nel 2013/2014 è stata artista ospite presso l’Institut für Raumexperimente, un progetto avviato da Olafur Eliasson e dall’Università delle Arti di Berlino. Nel 2016 è stata riconosciuta come “promising talent for dance” dalla rivista Tanz Magazine. Il suo lavoro è stato presentato in prestigiosi festival tra cui: The Place (UK), Tanz im August Festival (Germania), Rencontre Choregraphiques de Seine-Saint-Denis (Francia), Theatre de Nimes (Francia), Springdance Festival (Olanda), Tanzquartier Wien (Austria), Künstlerhaus Mousonturm (Germania), HAU Hebbel-am-Ufer Theatre (Germania), Hellerau Theatre (Germania), Atene ed Epidauro Festival (Grecia), B Proposta Festival (Italia), Madrid en Danza Festival (Spagna) , Kalamata International Dance Festival (Grecia), STUK (Leuven) e molti altri.
Enrico Pitozzi insegna presso l’Università IUAV di Venezia. Ha insegnato nelle università di Bologna, Padova, Parigi, Montréal, Porto Alegre e Valencia. E’ stato visiting professor presso l’École Normale Supérieure (ENS) di Parigi. È senior researcher del progetto ERC Starting Grant «INCOMMON. In praise of community. Shared creativity in arts and politics in Italy (1959-1979)», diretto dalla prof.ssa Annalisa Sacchi. E’ membro del «MeLa research lab» dello IUAV di Venezia. È membro del comitato scientifico delle riviste «Antropologia e Teatro» e delle riviste brasiliane «Moringa» e «Map D2 Journal – Map and Program of Arts in Digital Dance and Performance» oltre che della collana «Corpi» presso l’editore Quodlibet. Ha animato il seminario della 37° Biennale del Teatro di Venezia 2005 diretta da Romeo Castellucci e nel maggio 2013 ha insegnato nel progetto Biennale danza College della Biennale di Venezia, diretto da Virgilio Sieni. Tra le pubblicazioni ricordiamo, con A. Sacchi, Itinera. Trajectoires de la forme Tragedia Endogonidia, Arles, Actes Sud, 2008; On presence, in « Culture Teatrali », n. 21, 2012; Magnetica. La composizione coreografica di Cindy Van Acker | La composition chorégraphique de Cindy Van Acker | The choreographic composition of Cindy Van Acker, Macerata, Quodlibet, 2015. Bodysoundscape. Perception, movement and audiovisual developments in contemporary dance, in Yael Kaduri The Oxford Handbook of Sound and Image in Western Art, Oxford University Press, 2016 ; Acusma. Figura e voce nel teatro sonoro di Ermanna Montanari | Akousma. Figure and voice in the acoustic theatre of Ermanna Montanari, Macerata, Quodlibet, 2017.
Cristiana Natali (PhD) è ricercatrice in Discipline Demoetnoantropologiche presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, dove insegna Antropologia culturale e Metodologie della ricerca etnografica. Ha condotto ricerche sul campo nei territori dei guerriglieri tamil dello Sri Lanka e tra i tamil della diaspora, occupandosi in particolare del ruolo della danza nei processi di costruzione identitaria. Tra le sue pubblicazioni: Percorsi di antropologia della danza, Milano, Libreria Cortina, 2009; Il bharata natyam: l’addomesticamento di una tradizione, «Antropologia e teatro», 2012; Stili coreutici e opposizioni di senso tra danze classiche e danze folk, «Quaderni asiatici», 2013. Partecipa a progetti di ricerca internazionali tra cui, nel 2015, il progetto europeo E-QUAL (Enhancing Quality, Access and Governance of Undergraduate Education in India), per il quale ha redatto l’unità didattica “The anthropological recorded interview: methodological issues and ethnographic examples”.
Stefano Tomassini ha studiato danza e teatro; è ricercatore presso l’Università IUAV di Venezia, insegna all’USI di Lugano ed è consulente per la danza per i programmi di LuganoInScena al LAC. È stato Fulbright-Schuman Research Scholar (2008-2009), Scholar-in-Residence all’archivio del Jacob’s Pillow Dance Festival (2010) e Associate Research Scholar all’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University (2011). Dal 2013 al 2016 ha collaborato ai programmi del settore Danza della Biennale di Venezia. Nel 2016 ha ottenuto una residenza di studio presso Scenario Pubblico – Centro Nazionale di Produzione della Danza di Catania.

 

Programma del laboratorio

lunedì 13 novembre, ore 15
La percezione è un prisma
incontro introduttivo al lavoro di Kat Válastur
a cura di Enrico Pitozzi

giovedì 16 novembre, ore 15
Decentrare lo sguardo

Esperienze coreografiche e pratiche antropologiche a confronto
incontro a cura dell’Antropologa Cristiana Natali e Enrico Pitozzi

sabato 18 novembre, ore 15
Danza e Drammaturgia: modelli di agency e di risposta
L’incontro si focalizzerà sulla distinzione tra drammaturgia come pratica di scrittura e pratica di lettura per la scena, e il lavoro del dramaturg come un piano che comporti un’etica dell’incontro, una pratica di riconoscimento e una esperienza di reciprocità nella composizione di un lavoro scenico.
Incontro a cura di Stefano Tomassini

Kat Válastur è una coreografa e performer berlinese. Ha studiato danza presso the Hellenic School of Dance e al Trisha Brown Studios di New York con una Fulbright scholarship. Ha ricevuto un Master dalla SODA: Master Program at the Inter-University for Dance in Berlin. La frammentazione, l’intervallo di tempo, l’entropia e il virtuale, sono alcune delle nozioni che emergono dalle sue opere di danza, attraverso la creazione di uno specifico campo di forza immaginaria in cui gli artisti sono esposti. Nel 2013/2014 è stata artista ospite presso l’Institut für Raumexperimente, un progetto avviato da Olafur Eliasson e dall’Università delle Arti di Berlino. Nel 2016 è stata riconosciuta come “promising talent for dance” dalla rivista Tanz Magazine. Il suo lavoro è stato presentato in prestigiosi festival tra cui: The Place (UK), Tanz im August Festival (Germania), Rencontre Choregraphiques de Seine-Saint-Denis (Francia), Theatre de Nimes (Francia), Springdance Festival (Olanda), Tanzquartier Wien (Austria), Künstlerhaus Mousonturm (Germania), HAU Hebbel-am-Ufer Theatre (Germania), Hellerau Theatre (Germania), Atene ed Epidauro Festival (Grecia), B Proposta Festival (Italia), Madrid en Danza Festival (Spagna) , Kalamata International Dance Festival (Grecia), STUK (Leuven) e molti altri.

Orari di lavoro*

Lunedì 10.30 – 12.30 arrivo a Mondaino / 15.00 – 18.00 incontro a cura di Enrico Pitozzi
Martedì 10.30 – 13.30 / 15.00 – 18.00 workshop
Mercoledì 10.30 – 13.30 / 15.00 – 18.00 workshop
Giovedì  10.30 – 13.30 workshop / 15.00 – 18.00 incontro con Cristiana Natali e Enrico Pitozzi
Venerdì 10.30 – 13.30 / 15.00 – 18.00 workshop
Sabato 10.30 – 13.30 workshop / 15.00 – 18.00 incontro a cura di Stefano Tomassini

*gli orari sono flessibili e in base alle esigenze del gruppo potranno essere rivisti e rimodellati.

L’arrivo a l’Arboreto è previsto il lunedì mattina dalle 10.30 alle 12.30.

 


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