VOLCANO – Coreografia e complessità

on febbraio 10 | in Progetti pluriennali, Networks - progetti di rete | by | with No Comments

progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee
ideato e condotto dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi

progetto inserito in
Botteghe d’arte XL – luoghi e progetti di formazione e trasmissione del sapere
Azione del Network Anticorpi XL
coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

condivisa con
Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare | Lavanderia a Vapore – Centro Regionale per la Danza
CSC – Centro per la Scena Contemporanea | Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa

 

VOLCANO pensa la coreografia come sistema complesso, concepito nei termini di un insieme strutturato di saperi, competenze e pratiche del corpo tra loro integrate, in base alle quali l’atto di creazione non è il risultato dell’applicazione dei singoli principi che lo compongono, ma dipende dal modo in cui essi interagiscono creando comportamenti creativi emergenti. Ciò significa che ogni composizione coreografica rende tangibili proprietà e logiche latenti che sono inspiegabili sulla base dell’analisi di ogni singolo elemento che le compone. In altri termini, ogni atto di creazione è il risultato di una interazione non lineare, che apre alla relazione con domini disciplinari diversi, anche apparentemente estranei, tuttavia profondamente connessi. D’altronde, come ben sappiamo, se ignoriamo le cause di qualcosa, questo qualcosa può apparire casuale o caotico. Tuttavia, una volta compreso il passaggio tra un livello e l’altro – una volta chiariti i rapporti che tengono insieme gli elementi di una composizione e le pratiche di sapere che le sono connesse – ecco che emergono configurazioni più o meno stabili, delle logiche, delle condotte: nuove metodologie. Da una relazione inattesa, scaturisce dunque l’allineamento e ciò che appariva caotico diventa comprensibile. Basta cambiare punto di vista. Basta cambiare metodo. Un esempio? Parlare di spazio significa capire come la materia si aggrega; è una questione di ordine fisico, tuttavia è anche un principio coreografico: è da qui, infatti, che il corpo trae le sue leggi percettive e fisiologiche, nonché le funzioni motorie delle articolazioni; da qui si determina il suo rapporto con la gravità, elemento fondante della scrittura del movimento.

VOLCANO vuole dunque essere scienza nova dei processi di creazione, delle pratiche di trasmissione coreografica e dei saperi che esse implicano, in uno sviluppo che procede per fasi, nell’arco di un triennio. È con questa rinnovata metodologia di trasmissione, che giovani coreografi e danzatori internazionali sono chiamati a misurarsi.

VOLCANO, a partire da questo principio, intende inoltre contribuire – grazie alla rete di relazioni nazionali e internazionali istituite con coreografi e ricercatori di diversi ambiti disciplinari, coinvolti nel progetto formativo – al disegno di una identità europea fondata sui processi di creazione, che investono il pensiero e l’etica del corpo in ambito coreografico, nella piena consapevolezza che la cultura, l’educazione ai linguaggi della creatività, la diffusione e la condivisione delle conoscenze sono uno dei pilastri sui quali orientare una nuova pratica di cittadinanza.

2015
Per il primo anno (2015) Volcano, ha proposto un tracciato di 2 laboratori ideati e condotti dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi, con la collaborazione della coreografa Raffaella Giordano per la conduzione di un terzo laboratorio.

2016
Nel secondo anno (2016), Volcano – coreografia e complessità si è sviluppato attraverso un percorso di tre master class residenziali della durata di cinque giorni. Oltre all’incotro con Simona Bertozzi ed Enrico Pitozzi il progetto  ha coinvolto due coreografi internazionali per la conduzione dei laboratori: Cindy Van Acker e Roberta Mosca.
Ogni laboratorio è terminato con una giornata di apertura pubblica I Dialoghi con la danza, a cura di Stefano Tomassini, Simona Bertozzi, Enrico Pitozzi; dimostrazioni di lavoro e incontri con il pubblico (la nostra comunità di riferimento: cittadini, artisti, operatori, studiosi, critici) che hanno raccontato l’esito della ricerca e della formazione dei partecipanti a Volcano 2016; presentato i percorsi creativi e produttivi dei coreografi nazionali e internazionali che hanno condotto i laboratori.
I Dialoghi con la danza sono stati un’importante occasione per riflettere anche sul significato e il valore del rapporto tra formazione, creazione e autorialità nel panorama della danza contemporanea.

2017
Per questo terzo anno (2017), Volcano – coreografia e complessità si svilupperà in tre master class residenziali.
Il progetto prevede la collaborazione di due coreografe internazionali per la conduzione dei laboratori: Myriam Gourfink e Kat Válastur; e dei teorici, Stefano Tomassini storico della danza, Francesco Giomi compositore e musicista, Cristiana Natali esperta in pratiche antropologiche e l’Architetto Malvina Borgherini .

 

Struttura del progetto per il 2017

1 audizione per la selezione dei danzatori e coreografi
3 master class tra luglio e novembre 2017
durante le master class incontri con teorici e studiosi di altre discipline

Audizione

15 maggio 2017

Teatro Comunale Ermete Novelli
Rimini
Volcano #0 - coreografia e complessità

AUDIZIONE per la composizione della classe di coreografi e danzatori. progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee Volcano – coreografia e complessità ideato e condotto dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi la collaborazione delle coreografe internazionali Myriam Gourfink e Kat Válastur per la conduzione dei laboratori i teorici Stefano Tomassini storico della […]

Master class

24 luglio 2017 - 30 luglio 2017

L’arboreto – Teatro Dimora
Mondaino
Volcano #1 - La coreografia come produzione di mondo

laboratorio di danza condotto da Simona Bertozzi primo incontro – del progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee Volcano – coreografia e complessità ideato e condotto dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi progetto inserito in Botteghe d’arte XL – luoghi e progetti di formazione e trasmissione del sapere Azione del Network Anticorpi XL […]

23 ottobre 2017 - 29 ottobre 2017

L’arboreto – Teatro Dimora
Mondaino
Volcano #2 - Il gesto come forma del tempo: generare il movimento

laboratorio di danza condotto da Myriam Gourfink secondo incontro – del progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee Volcano – coreografia e complessità ideato e condotto dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi progetto inserito in Botteghe d’arte XL – luoghi e progetti di formazione e trasmissione del sapere Azione del Network Anticorpi XL coordinata […]

13 novembre 2017 - 19 novembre 2017

L’arboreto – Teatro Dimora
Mondaino
Volcano #3 - I nostri corpi barcollano sulla grazia della vostra postura

laboratorio di danza condotto da Kat Válastur terzo incontro – del progetto triennale (2015-2017) di formazione e trasmissione delle pratiche coreografiche contemporanee Volcano – coreografia e complessità ideato e condotto dalla coreografa Simona Bertozzi e dallo studioso Enrico Pitozzi progetto inserito in Botteghe d’arte XL – luoghi e progetti di formazione e trasmissione del sapere Azione del Network Anticorpi XL coordinata […]

 

Simona Bertozzi coreografa, danzatrice e performer, vive a Bologna, dove si laurea in Dams. Dopo studi di ginnastica artistica e danza classica, approfondisce la sua formazione in danza contemporanea tra Italia, Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra. Danza, tra gli altri, per Tòmas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e Virgilio Sieni e collabora con Laminarie Teatro, Fortebraccio Teatro, Cristina Rizzo. Dal 2005 è impegnata in un percorso autoriale di ricerca coreografica e nel 2008 costituisce la Compagnia Simona Bertozzi / Nexus. Nei suoi lavori il riferimento alle arti visive, alle scienze e all’antropologia declina il linguaggio del corpo verso la complessità dell’atto creativo e il suo dialogo con la contemporaneità. Dal 2014 il percorso di creazione si è rivolto anche a giovani interpreti, coinvolgendo bambini e adolescenti. Le sue creazioni hanno circuitazione in Italia e all’estero (Romaeuropa, Biennale Danza Venezia, Aerowaves Londra, Dance Week Festival Zagabria, Tanec Praha Praga, Correios em Movimento Rio de Janeiro, Masdanza Spagna, Intradance Mosca, Fringe Festival Edimburgo…). Parallelamente all’attività di creazione, si occupa anche di percorsi di alta formazione e collabora con ricercatori e studiosi di arti performative.
Myriam Gourfink formata al conservatorio di Angers, poi danzatrice nella compagnia di Odile Duboc, a partire dal 1996 ha sviluppato un lavoro fondato sulle tecniche di respirazione e sulla meditazione dello yoga, studiato con Gianna Dupont. Insieme a questa pratica, ha studiato il linguaggio di notazione di Rodolf Laban (Labanotation) con Jacqueline Challet Haas a partire dal quale ha inaugurato un personale linguaggio di composizione del gesto. In ogni coreografia – tra le quali ricordiamo, tra le più recenti, Choisir le moment de la morsure (2010), Déperdition (2013) o Gris (2016) – invita le interpreti a prendere piena consapevolezza dei loro atti corporei e di tutti gli stati che le attraversano. Figura di punta della scena coreografica francese, al contempo è spesso ospite di festival internazionali prestigiosi, come il Springdance à NYC, il Künsten festival des arts à Bruxelles, il Festival de La Bâtie à Genève o il Festival Danças Na Cidade à Lisbonne. Myriam Gourfink è stata artista in residenza presso l’IRCAM di Parigi (2004-2005) e al Fresnoy-studio national des arts contemporains (2005-2006). Tra il gennaio 2008 e il marzo 2013 ha diretto il programma di ricerca e di composizione coreografia (PRCC) della Fondation Royaumont. Dal 2012 al 2015 è stata artista in residenza presso il Forum de Blanc-Mesnil e dal 2015 presso Micadanses.
Kat Válastur è una coreografa e performer berlinese. Ha studiato danza presso the Hellenic School of Dance e al Trisha Brown Studios di New York con una Fulbright scholarship. Ha ricevuto un Master dalla SODA: Master Program at the Inter-University for Dance in Berlin. La frammentazione, l’intervallo di tempo, l’entropia e il virtuale, sono alcune delle nozioni che emergono dalle sue opere di danza, attraverso la creazione di uno specifico campo di forza immaginaria in cui gli artisti sono esposti. Nel 2013/2014 è stata artista ospite presso l’Institut für Raumexperimente, un progetto avviato da Olafur Eliasson e dall’Università delle Arti di Berlino. Nel 2016 è stata riconosciuta come “promising talent for dance” dalla rivista Tanz Magazine. Il suo lavoro è stato presentato in prestigiosi festival tra cui: The Place (UK), Tanz im August Festival (Germania), Rencontre Choregraphiques de Seine-Saint-Denis (Francia), Theatre de Nimes (Francia), Springdance Festival (Olanda), Tanzquartier Wien (Austria), Künstlerhaus Mousonturm (Germania), HAU Hebbel-am-Ufer Theatre (Germania), Hellerau Theatre (Germania), Atene ed Epidauro Festival (Grecia), B Proposta Festival (Italia), Madrid en Danza Festival (Spagna) , Kalamata International Dance Festival (Grecia), STUK (Leuven) e molti altri.
Enrico Pitozzi insegna presso l’Università IUAV di Venezia. Ha insegnato nelle università di Bologna, Padova, Parigi, Montréal, Porto Alegre e Valencia. E’ stato visiting professor presso l’École Normale Supérieure (ENS) di Parigi. È senior researcher del progetto ERC Starting Grant «INCOMMON. In praise of community. Shared creativity in arts and politics in Italy (1959-1979)», diretto dalla prof.ssa Annalisa Sacchi. E’ membro del «MeLa research lab» dello IUAV di Venezia. È membro del comitato scientifico delle riviste «Antropologia e Teatro» e delle riviste brasiliane «Moringa» e «Map D2 Journal – Map and Program of Arts in Digital Dance and Performance» oltre che della collana «Corpi» presso l’editore Quodlibet. Ha animato il seminario della 37° Biennale del Teatro di Venezia 2005 diretta da Romeo Castellucci e nel maggio 2013 ha insegnato nel progetto Biennale danza College della Biennale di Venezia, diretto da Virgilio Sieni. Tra le pubblicazioni ricordiamo, con A. Sacchi, Itinera. Trajectoires de la forme Tragedia Endogonidia, Arles, Actes Sud, 2008; On presence, in « Culture Teatrali », n. 21, 2012; Magnetica. La composizione coreografica di Cindy Van Acker | La composition chorégraphique de Cindy Van Acker | The choreographic composition of Cindy Van Acker, Macerata, Quodlibet, 2015. Bodysoundscape. Perception, movement and audiovisual developments in contemporary dance, in Yael Kaduri The Oxford Handbook of Sound and Image in Western Art, Oxford University Press, 2016 ; Acusma. Figura e voce nel teatro sonoro di Ermanna Montanari | Akousma. Figure and voice in the acoustic theatre of Ermanna Montanari, Macerata, Quodlibet, 2017.
Stefano Tomassini ha studiato danza e teatro; è ricercatore presso l’Università IUAV di Venezia, insegna all’USI di Lugano ed è consulente per la danza per i programmi di LuganoInScena al LAC. È stato Fulbright-Schuman Research Scholar (2008-2009), Scholar-in-Residence all’archivio del Jacob’s Pillow Dance Festival (2010) e Associate Research Scholar all’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University (2011). Dal 2013 al 2016 ha collaborato ai programmi del settore Danza della Biennale di Venezia. Nel 2016 ha ottenuto una residenza di studio presso Scenario Pubblico – Centro Nazionale di Produzione della Danza di Catania.

Modalità d’iscrizione.
Il progetto è riservato a danzatori, attori e performer.

Limiti di età: maggiore età

Requisiti:
1. Conoscenza del linguaggio base della danza classica;
2. pratica della danza contemporanea da almeno 3 anni ed esperienza di lavoro in una o più compagnie, anche in modo non continuativo;
3. buona conoscenza della lingua inglese e del vocabolario inglese della danza.
4. Competenze di improvvisazione, composizione e di ricerca coreografica individuale e in gruppo.

Audizione
L’accesso all’intero percorso formativo avverrà attraverso audizione che si svolgerà lunedì 15 maggio 2017 dalle ore 9.30 alle ore 18.30 (orario indicativo) presso il Teatro Comunale Ermete Novelli di Rimini (Via Alfredo Cappellini, 3).

Per partecipare all’audizione sarà necessario inviare la propria candidatura via mail a teatrodimora@arboreto.org con oggetto “Iscrizione Audizione Volcano 2017” allegando il curriculum vitae entro e non oltre venerdì 28 aprile 2017.

Solo 30 selezionati, attraverso la valutazione dei CV, accederanno all’audizione.

L’intera formazione sarà gratuita.
Ai partecipanti sarà richiesto un contributo per le spese di gestione degli spazi di lavoro e convivio.

 

Per ulteriori informazioni
Margherita Gigante
teatrodimora@arboreto.org
tel/fax 0541-624003
mob. 331.9191041

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