Agosto al Teatro Dimora
Esercizi di Mondo è intersezione di corpi, pensieri, pratiche.
Arboreto è intersezione di specie, artiste, mondi.
Queste parole sono sentieri per avventurarsi nel tempo che abbiamo vissuto in residenza.
I passi non sono mai uguali, come non lo è la terra che li ospita.
Nel segno di questa mescolanza e di questa moltitudine, ecco una piccola selezione della molteplicità di voci che hanno attraversato, nutrito, osservato, modificato il tempo della residenza di Agosto al Teatro Dimora.
Ecco i nostri diari in forma di cartoline, istantanee, riverberi e consegne al futuro.
Da: Francesca Pennini
22 agosto 2026 – Portico dietro al teatro, affacciato sul bosco
Eco. Tutto riverbera.
Attraversiamo i corpi celesti e i corpi celesti bruciano nell’atmosfera.
Esprimiamo desideri incandescenti.
In un momento unico nella storia forse abbiamo espresso tuttə lo stesso desiderio, ma non ce lo racconteremo mai.
Ci bruciamo gli occhi con l’eclissi di sole. Tutto il mondo che guarda lo stesso pezzo di cielo.
E il cielo resta tatuato nei nostri occhi.
“Questi sono giorni di miracoli”, cantava prima. Pochi giorni fa, lui, danzava con noi.
Ancora impastata di sogni mi incammino nella discesa per il teatro.
Di solito mi spalanco al bosco la mattina ma oggi sono ancora intorpidita, ci metto un po’ a capire cos’è quel colore strano sul vialetto. Marrone?
Una mandria di piccoli cinghialini saltella attorno all’albero di fichi che stanno maturando. Corrono su per la collina, sul prato dove ci siamo stese ogni sera a guardare le stelle cadenti e a mescolare speculazioni filosofiche a barzellette brutte. Una piccola tradizione di questo Agosto all’Arboreto.
Resto lì, inerme e meravigliata, a contemplare a una distanza discreta questa benedizione mattutina. Poi si infilano nel fitto del bosco, alcuni più grandi, altri piccolissimi.
Una dozzina di una tenerezza disarmante.
Aspetto un po’ e scendo piano verso il teatro cantando a squarciagola per annunciare la mia presenza alla mamma – certa che sicuramente sarà nei paraggi – e me la trovo davanti, in orizzontale. Piantata come cemento armato. Ripete due grugniti fortissimi fissandomi negli occhi.
Io capisco tutto e inizio il training con i 100 metri in salita più veloci di sempre.
Non so se riesco a contenere altre dosi di gratitudine dopo questi ultimi giorni.
L’arboreto si è svuotato dopo giorni pienissimi. Fra qualche ora Angelo e Teodora rientrano, ieri sera la partenza sudatissima di Marta e Giamma, il giorno prima, di Bruno, Adele, Ada e Giulio e, il giorno prima ancora, tutti gli altri esemplari di Age, Vasco.
Resto qui, con Carmine e i cinghialini, inondata di vuoto e di pieno.
L’amore degli ultimi giorni è stato talmente esagerato da farsi spazio dentro di me scavando nuovi spazi, nuovi teatri nel corpo.
E ora, in questo vuoto, suona fortissimo l’eco di ciò che è stato.
Così indelebile eppure così veloce da dover essere raccontato a caldo.
Ecco il racconto, dunque, del Ferragosto più strano della mia vita.
AgeD, o “della rivoluzione”
Rivoluzione
ri-vo-lu-zió-ne
Significato: Trasformazione radicale, rovesciamento di un ordine, giro di un corpo attorno a un altro corpo.
Etimologia dal latino: revolutionem, da revolutus, participio di revolvere composto da re- ancora e volvere volgere. Voltare di nuovo.
[ Per chi non conosce Age:
<age> è uno spettacolo di CollettivO CineticO nato nel 2012 con un cast di adolescenti non professionisti e ripreso nel 2024 con nuovi adolescenti, come modo per entrare in ascolto del presente e innescare nuovamente il processo artistico e umano che ha trasformato la compagnia al tempo. Lo spettacolo funziona così: gli adolescenti vengono chiamati “Esemplari”, come fossero una specie altra da osservare in modo un po’ scientifico. Rispondono a un questionario di 1500 domande in base alla propria visione di sé e del mondo. Ciascunə possiede un inventario di “comportamenti” (brevi coreografie o azioni) personalizzate e pensate ad hoc sulla loro identità. Per ogni replica Francesca Pennini e Angelo Pedroni compongono una drammaturgia ad hoc con una successione di diciture prese dal questionario che venendo proiettate sul fondale determinano l’azione dei performer. Ad esempio, se compare la scritta “Esemplari innamorati: Comportamento di Emulazione” tutti gli esemplari che si sono definiti innamorati si alzano dalla panca posizionata a bordo scena, prendono spazio ed eseguono il loro personale comportamento di emulazione. Gli esemplari non sanno quali diciture compariranno in scena e reagiscono in diretta. Il questionario viene aggiornato a ogni replica. Emerge così una testimonianza generazionale e un ritratto di ciascuna personalità che si rivela tra intimità, ironia, sofferenze e speranze. ]
E così, con la nostra personalissima rivoluzione, si è ribaltato tutto.
In un atto che è contemporaneamente dono e vendetta, poesia e goliardia, il gruppo di adolescenti di Age è diventato regista.
Rovesciamento del potere, della cura, della responsabilità.
Ce lo eravamo detti per scherzo: “e se foste voi a fare una regia su di noi? Noi “senior”, noi vecchi. La chiameremo Aged”
Faceva ridere.
Il patto era chiaro, avrebbero fatto tutto esattamente come facciamo noi: un piano di lavoro dettagliatissimo con minutaggio delle pause e del trucco e parrucco, tenere il training fisico, darci i feedback, preparare il questionario, fare le interrogazioni, scrivere la regia (tenendocela rigorosamente nascosta), sostituire il ruolo di Angelo in scena…
Avevano a disposizione, senza alcuna remora né paracadute, un cast strampalatissimo:
Tre premi ubu, un circense, un filmmaker per la prima volta sul palcoscenico, una danzatrice-scrittrice-autrice, due ex esemplari di Age (adolescenti del primo cast, nel 2012), un cantante degli anni 70 con la pelle perfetta.
Loro ci chiamano così: La Boss (io), Il Coach (Carmine), Il Prof (Angelo), Bruno, Teodora, Stefano, Chiara, Giamma.
Lo chiamano “FerrAGEgosto”.
Inizia molto prima, con loro in vacanza dalla nonna di Adele che ci mandano i questionari che indagano su di noi. Prima moderati, poi con appendici esagerate di natura principalmente sessuale.
Preparano delle ipotesi di comportamento per tutti noi. Io studio una serie di variazioni sulla spaccata con cui mi viene quasi la voglia di fare un piccolo solo semiserio.
Preparano i pranzi, dormono – assieme come bestioline affettuose – in amache nel bosco e su brandine sparpagliate nel teatro, guidano il training che abbiamo insegnato loro con un misto di autorità e timidezza, seguono ciascunə di noi con cura, si passano il testimone per dare le indicazioni, Nicola ci riprende con la telecamera, Piero ci fotografa, qualcuno suona il campanellino congelandoci a metà di una risata.
Le situazioni sono surreali, un cantante famoso impara da un gruppo di adolescenti il nostro privatissimo “Stronze! – Il Musical” (titolo di una sequenza di danza sopra le righe nata da una carta del gioco Cards Against Humanity), ciabatte volano nel teatro, facciamo sfilate con i vestiti più improbabili che avevamo nell’armadio (spoiler: io finisco in tutina leopardata, Bruno ha un harness BDSM e Gian Mattia una salopette lilla degna della Melevisione).
Per la prima volta non sono nel ruolo di conduzione. Faccio e osservo. E, contemplando questo strano fenomeno, scopro qualcosa che non mi aspettavo fosse sul tavolo: che forse non era nel debutto a Romaeuropa che il progetto raggiungeva il compimento né nella tournee. Forse è proprio adesso, in questo passaggio di testimone dove loro mettono a fuoco cosa significava essere noi e io metto a fuoco un sacco di cose.
Cosa significa essere in scena in questo spettacolo, come hanno preso corpo le mie indicazioni in loro, tutto quello che è arrivato anche oltre ai bordi delle istruzioni. Nei modi, nella forma delle relazioni, nel gioco che si coniuga al rigore.
Collaborano tra loro in modo impressionante, passandosi il testimone, fidandosi delle decisioni altrui, ritirandosi in gruppo per deliberare…
Forse è l’ora in cui anche noi impariamo da loro. È l’ora in cui questo “noi” e “loro” diventa ufficialmente un gigante “Noi”.
Ci chiedono se vogliamo che qualche dicitura del questionario non esca pubblicamente, se preferiamo non dichiarare certe cose o non essere messi in certe condizioni (ad esempio non baciare qualcuno del cast). Nessuno si difende. Siamo felici di essere nelle loro mani, e ora loro sanno che sta davvero a loro prendersi cura di ciò che il pubblico vedrà e saprà di noi.
Quando ci fanno spostare di qualche millimetro a destra e poi un millimetro a sinistra e poi ancora due a destra per calibrare ossessivamente la posizione di inizio, Teodora mi guarda e mi dice “lo sai che questa è tutta colpa tua”.
Ridiamo. E continuiamo a ridere.
Puliamo lo spazio e arriva il pubblico.
I loro piani funzionano.
Li sentiamo ridere tra gli spalti assieme alla comunità di Mondaino che su invito last second si precipita in questo strano esperimento.
Mi rendo conto solo ora, sotto al portico, dell’atto di fiducia estrema che si è consumato in questo gioco.
E forse il fare teatro sta proprio qui. Forse questo è stato il momento più alto della pedagogia del progetto.
La rivoluzione è in questi piccoli esercizi: adulti che si mettono in mano a giovanissimi.
Adolescenti che hanno spazio e responsabilità per fare. Per fare cose molto difficili.
E ci riescono, superbamente. Bastava dare loro la possibilità.
Forse dovremmo farlo tutte e tutti, genitori, professori, capi.
Rovesciare l’ordine costituito. Un corpo che gira attorno a un altro corpo.
Eclissarsi un po’ dalle proprie cattedre.
E io, meravigliata, osservo con un sorriso e la meraviglia che bagna gli occhi quei cuccioli di cinghiale che non sono poi così piccoli.
Francesca
Qui, alcune pagine del diario di due esemplari adolescenti di <age>:
Da Adele
giovedì 6 agosto 2026 – casa dei nonni
È il quarto giorno ed è la prima volta che riemergiamo da questo mare di crocette in cui siamo stati immersi. Qui, nel mezzo del niente, abbiamo studiato la nostra specie (i cinetici senior), scoperto il potere che dà essere padroni di una manciata di diciture (all’inizio dà un po’ alla testa) e cercato di bilanciare una certa dose di sadismo con uno spirito estetico piuttosto prepotente. Stiamo capendo diverse cose, di sicuro la fatica che si fa a calibrare tutto al millimetro, la frustrazione delle cose che non funzionano e quanto un dettaglio influisca sul totale. In sostanza, i cervelli sono abbastanza spappolati e Francesca e Angelo hanno tutta la nostra comprensione.
Alcune statistiche curiose:
I sadici fanno il pisolino pomeridiano
Gli sposati si innamorano delle persone sbagliate
I marxisti diventeranno pelati
I musicisti pensano sempre al sesso
Chi ha il colesterolo alto fa sogni premonitori
Gli indecisi hanno istinti omicidi
Chi ama i tacchi a spillo odia fare sesso in macchina
I saccenti andranno all’inferno
I ficcanaso fanno fatica ad addormentarsi
I catastrofisti hanno la pressione bassa
Chi crede nella magia partecipa ai balli di gruppo
Chi ha paura della polizia fa morire le piante
Chi ama le feste ha fatto le corna
Gli intelligenti sono femministi
Gli antifascisti sono innamorati
Da Nicole
venerdì 14 agosto 2026 – Arboreto
15:09
Arriviamo a Mondaino!
È tutto com’era due anni fa, quando siamo arrivati per la prima residenza del progetto e non avevamo idea di cosa sarebbe accaduto in scena. Solo che questa volta siamo molti di più. Appena ci fermiamo, oltre a notare le mie gambe anchilosante, c’è una faccia nuova.
16:30
Ho avuto giusto il tempo per salutare e sistemare la mia roba per terra fuori dal teatro. Iniziamo a lavorare accerchiandoci con un po’ di indecisione.
Le indicazioni del training vengono date a tre voci, alternandosi.Tutti si muovono attorno, chi in cerchi, chi a più livelli, chi a movimenti delicati. Ci si scontra, ci si passa davanti e tutto rallenta per addormentarsi al centro del palco.
Un essere fatto di respiri, gambe, braccia e occhi chiusi.
23:45
Finalmente abbiamo deciso i costumi di scena!
Siamo tutti provati. Per la felicità della mia sleep schedule la sveglia di domani è alle 6:00 o alle 7:00. Io non riesco a ragionare in modo lucido e ho tutta l’intenzione di dormire sul linoleum. Ho disertato Ada e l’idea di dormire nelle amache. Scusa Ada ma non ho voglia di fare il cosplay di Katy Perry in Bon appétit con le zanzare li fuori, e poi non ho manco una giacca, figurati se nello zaino d’aereo ci stava. Mentre mi fingo in un videoclip con le cuffie e salto come uno scarafaggio a cui hanno tagliato la testa, mi allungano una brandina e a mezzanotte e quaranta svengo sul letto.
Da Adele
sabato 15 agosto 2026 – Arboreto
04.07 – Ada sente i cinghiali muoversi nel bosco sotto alla sua amaca.
9.12 – durante il training arriva il momento di “STRONZE! Il Musical”. Francesca freeza gli esemplari nella posa finale.
dalle 11.30 – preparazione dei comportamenti, che era stata cominciata a distanza. Momenti topici: allenamento di Stefano (“tassonomia delle scoregge”), emulazione di Angelo (“gente famosa che muore”), flashback di Teodora (la trasformazione di Sailor Moon).
12.04 – momento di presentazione delle biopsie*. Ci divertiamo tantissimo.
17.20 – generale. Gli esemplari vanno in scena avendo provato la maggior parte delle cose una sola volta. Un arrembaggio mitico.
18.31 – feedback. Fa un po’ ridere essere noi a darli, soprattutto quando le correzioni sono le stesse che loro danno a noi. Il nostro perfezionismo è alle stelle.
20.35 – riti propiziatori pre performance. Discorsetto motivazionale dei registi agli esemplari, un po’ impacciato ma (speriamo) efficace.
20.52 – Nicola, che è in scena a scandire il tempo della performance, fa scorrere la slide di presentazione degli esemplari.
Performance epica!
Sapevamo che gli esemplari erano meravigliosi, ma ci hanno stupiti. Grazie.
Riportiamo solo qualche highlight per non fare spoiler:
- comportamento di duello, Stefano si sbaglia a salire non ricordando questioni fondamentali sulla sua veriginità
- comportamento di Flirt: Teodora porta Ada a vedere le stelle, conquistando il cuore di tutti
- negli esemplari è stato fatto uno scherzo a Carmine, ma lui non se n’è ancora accorto
22.22 – cena a base di pizza e turpiloquio. Siamo piegati in due dal ridere.
23.30 – MEGA FESTA dall’effetto un po’ lisergico
*Nel gergo cinetico, la biopsia è una versione potenziata di un’imitazione: non ci si limita a riprodurre ciò che fa un’altra persona, ma si sceglie un momento specifico, lo si preleva e lo si integra all’interno del proprio genoma, diventando per un istante l’altrə a livello anche biologico.
Da Adele
martedì 18 agosto, ore 17.15 – casa dei nonni
Sono di nuovo qui ma senza il resto della tribù ed è un po’ strano. Lo spazio fisico e sonoro sembra essere rimasto vagamente deformato dal loro passaggio. Oggi custodisco una bellissima sensazione di pienezza e l’eco dell’amore dato e ricevuto in questi giorni, insieme alla consapevolezza che la fiducia è il motore di tutte le cose belle.
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