Joie da vivre

Data / Ora
26 novembre 2018 - 03 dicembre 2018

Categoria



residenza creativa per la ricerca e la produzione del nuovo spettacolo di Simona Bertozzi

Progetto di residenza condiviso da Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Reggio Emilia; Teatro Storchi, Modena

In un momento storico in cui si innalzano nuovi muri, si ridisegnano confini e la geopolitica ripropone vecchie zone di potere, la questione sulle pratiche di appartenenza a uno specifico territorio continua a disgregare immaginari e ideologie (moderne e post moderne), evidenziando la sensazione di fragilità e di incertezza con cui si affronta una contemporaneità sospesa, instabile (…ostile?) per lo più segnata da una inadeguatezza di contenuti.
Pare di muoversi in un limbo, in un territorio segnato da una stagione che non riesce più a ossigenare corpi e istituzioni e con un vocabolario che stenta a rinnovarsi, nelle azioni, negli eventi nei riconoscimenti.
La sensazione è che occorra resettare le posture e orientarsi verso l’accoglienza dell’inatteso, incontrando il vorticoso mutamento della realtà.
E’ un argomento enorme che pone la questione dello spazio, in primo piano e fa emergere la problematica del confine, della separazione, della protezione, quali criticità per l’assunzione del valore di una coscienza collettiva.
Tra le riflessioni che hanno affrontato il tema del “territorio”, nell’epoca contemporanea, emerge quella del paesaggista francese Gilles Clement che con Manifesto del Terzo Paesaggio, fornisce una serie di punti concettuali per accostarsi alla diversità, partendo dall’eccellente dinamismo della comunità vegetale e animale che si sviluppa in tutti quei territori, diversi per collocazione, tipologia e statuto, in cui l’azione dell’uomo è meno presente. Frammenti indecisi di spazio dove la natura prende il sopravvento.

Elogio dello «stupore vegetale», Joie de vivre interroga il comportamento e pratica lo spazio come campo delle possibilità.

Joie de vivre è intelligenza vegetale non teleologica. In essa non c’è progetto, direzione o scopo, nessun obiettivo verso cui tendere; solo un «fare spazio», tracciare un territorio in cui le cose accadono e l’inatteso è accolto come un’epifania, una rivelazione.

Joie de vivre decostruisce il punto di vista antropomorfico per seguire lo sviluppo del mondo vegetale in un elogio della «diversità», rintracciata in tutti quei territori – difformi per disposizione, tipologia e statuto – in cui l’azione dell’uomo si sottrae.

Joie de vivre dice di un’inclinazione naturale degli enti, di comportamenti emergenti e di relazioni polifoniche tra eventi ed elementi. In questi territori di confine, gli approdi non sono uniformi e le singolarità irrompono nel continuum dinamico dell’ambiente per conservare l’urgenza elementare della propria esistenza.

Joie de vivre predilige la variazione di scala, in cui le variabili ritmiche scandiscono la composizione coreografica in gesti la cui origine vegetale è cercata nella profondità dei corpi, nelle infinite spazializzazioni dell’anatomia.

Simona Bertozzi. Dal 2005 conduce un percorso autoriale di ricerca e scrittura coreografica creando lavori, in forma solistica e con diversi gruppi di danzatori e performer, che hanno circuitazione nazionale e internazionale. Nel 2007, in qualità di coreografa, vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) ed è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre, Londra. Nel 2008 con la creazione dal titolo Terrestre, prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival. Nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi/Nexus. Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince il premio per la migliore opera indipendente al concorso Il Coreografo Elettronico 2009 con il lavoro di video danza dal titolo Terrestre-movement in still life. Il solo Bird’s eye view vince il Premio del pubblico al Festival 17 Masdanza, International Contemporary Dance Festival of the Canary Islands. Nell’ambito del festival Biennale Danza Venezia 2014 presenta Guardare ad altezza d’erba, creazione per un sestetto di danzatori tra i 10 e i 12 anni, co-prodotta da Biennale di Venezia e Teatro Stabile dell’Umbria. Nel corso del 2017, Nexus vince con il progetto Lotus il bando Migrarti – Spettacolo, promosso dal Mibact.

www.simonabertozzi.it

 


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Residenza precedente

24 giugno 2018 - 30 giugno 2018

L’arboreto – Teatro Dimora
Mondaino
Joie da vivre

residenza creativa per la ricerca e la produzione del nuovo spettacolo di Simona Bertozzi Progetto di residenza condiviso da Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Reggio Emilia; Teatro Storchi, Modena


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