Joie da vivre

Data / Ora
25 giugno 2018 - 30 giugno 2018

Categoria



residenza creativa per la ricerca e la produzione del nuovo spettacolo di Simona Bertozzi

Progetto di residenza condiviso da Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Reggio Emilia; Teatro Storchi, Modena

In un momento storico in cui si innalzano nuovi muri, si ridisegnano confini e la geopolitica ripropone vecchie zone di potere, la questione sulle pratiche di appartenenza a uno specifico territorio continua a disgregare immaginari e ideologie (moderne e post moderne), evidenziando la sensazione di fragilità e di incertezza con cui si affronta una contemporaneità sospesa, instabile (…ostile?) per lo più segnata da una inadeguatezza di contenuti.
Pare, infatti, di muoversi in un limbo, un territorio segnato da una stagione che non riesce più a ossigenare corpi e istituzioni e di un vocabolario che stenta a rinnovarsi, nelle azioni, negli eventi, nei riconoscimenti. Occorre resettare le posture per accogliere l’inatteso, l’inevitabile vorticoso mutamento della realtà.
E’ un argomento enorme che pone la questione dello spazio in primo piano e fa emergere la problematica del confine, della separazione, della protezione, quali criticità per l’assunzione del valore di una coscienza collettiva.
Tra le riflessioni che hanno affrontato il tema del “territorio”, nell’epoca contemporanea, emerge quella del paesaggista francese Gilles Clement che con Manifesto del Terzo Paesaggio, fornisce una serie di punti concettuali per accostarsi alla diversità, partendo dall’eccellente dinamismo della comunità vegetale e animale che si sviluppa in tutti quei territori, diversi per collocazione, tipologia e statuto, in cui l’azione dell’uomo è meno presente. Frammenti indecisi di spazio dove la natura prende il sopravvento.
Joie de vivre, a partire dall’evidenza del proprio titolo, vuole accostarsi a questa vitalità, assumendo l’apporto teoretico di Clement come playground delle azioni e delle sezioni coreografiche, e produrre una possibile visione su pratiche di esistenza, condotte emergenti, interazioni con l’inatteso, polifonia di relazioni fra eventi e elementi.
L’interrogazione che è alla base del lavoro si rivolge alla dimensione del comportamento, vale a dire a tutto quel processo di reciprocità e regolazioni che evidenziano la temporalità intrinseca delle strutture viventi e che esperisce lo spazio come campo di possibilità.
L’emergenza, in joie de vivre, è saper abitare un territorio il cui statuto è basato sullo sfasamento, lo scarto, l’apparizione e dove è indispensabile apprendere prima di intervenire. E dove gli approdi non sono uniformi e le singolarità irrompono nel continuum motorio ambientale per proteggere e mantenere l’urgenza della propria esistenza.
Dinamismo e variabili ritmiche, cesure, apparizioni scandiscono l’andamento della composizione coreografica lasciando emergere la varietà di azioni e gesti che cercano origine dalla profondità dei corpi, dalle infinite spazializzazioni anatomiche.
La sfida è tutelarsi dall’incombenza della regola, dall’intento organizzativo e regolatore che tende a limitare il vocabolario delle azioni e degli scambi.
Che non significa abbandonarsi all’entropia, bensì sapersi rinnovare.
Riattualizzare la capacità originaria di un tecnicismo vitale e porsi in dialogo con le mutazioni di una, necessaria, coscienza collettiva, predisponendo così il patrimonio per una possibile, auspicabile… joie de vivre!

Simona Bertozzi. Dal 2005 conduce un percorso autoriale di ricerca e scrittura coreografica creando lavori, in forma solistica e con diversi gruppi di danzatori e performer, che hanno circuitazione nazionale e internazionale. Nel 2007, in qualità di coreografa, vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) ed è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre, Londra. Nel 2008 con la creazione dal titolo Terrestre, prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival. Nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi/Nexus. Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince il premio per la migliore opera indipendente al concorso Il Coreografo Elettronico 2009 con il lavoro di video danza dal titolo Terrestre-movement in still life. Il solo Bird’s eye view vince il Premio del pubblico al Festival 17 Masdanza, International Contemporary Dance Festival of the Canary Islands. Nell’ambito del festival Biennale Danza Venezia 2014 presenta Guardare ad altezza d’erba, creazione per un sestetto di danzatori tra i 10 e i 12 anni, co-prodotta da Biennale di Venezia e Teatro Stabile dell’Umbria. Nel corso del 2017, Nexus vince con il progetto Lotus il bando Migrarti – Spettacolo, promosso dal Mibact.

www.simonabertozzi.it

 


Prova aperta

30 giugno 2018
ore: 21:00

L’arboreto – Teatro Dimora
Mondaino
Joie de vivre

Simona Bertozzi Prova aperta – ingresso libero concept Simona Bertozzi, Marcello Briguglio ideazione e coreografia Simona Bertozzi danza in fase di definizione (5 danzatori)


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